Io solitamente non cucino.
A parte una breve parentesi post-adolescenziale, dove mi sono dedicata piu’ che altro ai dolci, non ho mai amato particolarmente stare ai fornelli. Oltre che antipatica, sono molto pigra e l’idea di dover trascorrere del tempo a pelare, sminuzzare, pesare, incorporare, mescolare, rimestare, infornare, scolare, friggere mi fa passare la voglia di cucinare.
Peccato, perché di recente ho scoperto che esistono piatti semplici e veloci, che non necessariamente escono da un barattolo o da una busta di plastica.
Ma da dove arrivo?? Dal paradiso delle scatolette di tonno, ecco da dove arrivo.
Da nemmeno tre mesi sono diventata vegana (addio scatolette di tonno) il che significa niente carne, niente pesce, niente uova, niente latticini, niente miele. Ho deciso di invitare a cena una mia amica (nome di fantasia: Brie) che é una buona forchetta ed anche una brava cuoca. Il compito si presenta arduo. Non le voglio propinare un dolcetto alla soja...e va bene, NON HO VOGLIA di cucinare pure il dolce (e chi sono?? Benedetta Parodi?) per cui il dessert glielo compro già fatto, un qualcosa di cioccolatoso dovrebbe andare bene. Lei se lo pappa e io la guardo.
Per l’antipasto e il primo mi sono venute in aiuto la best friend ginevrina e mia sorella. Il menu prevede guacamole e riso basmati con accompagnamento di melanzane saltate.
Il riso basmati per me non ha segreti, e comunque basta bollirlo:-D
Le melanzane saltate (ricetta deliziosa della sorella) sono due giorni che mi alleno a farle: devo solo imparare a dosare il peperoncino (ne metto sempre troppo. L’aspetto positivo é che dopo averle mangiate, il raffreddore che mi sta uccidendo da due giorni scompare), ma per il resto devo dire che mi vengono molto bene. Non solo antipatica e pigra, sono anche modesta.
Il o la guacamole (é maschile o femminile??) invece non l’ho mai fatto/a e nonostante la best friend ginevrina giuri che sia facile facile da preparare, un po’ mi spaventa. Non vorrei propinare un miscuglio molliccio all’invitata. Comunque il procedimento dovrebbe essere il seguente e non pare particolarmente complesso, nemmeno per una bionda inside come me: si schiacciano 2 avocadi maturi (ma non troppo) con l’aiuto di una forchetta. Si taglia finemente un cipollotto, si tagliano dei pomodorini a metà, si aggiungono sale, pepe, spezie (cumino e/o una bustina di spezie apposta per il/la guacamole che non ho trovato alla Migros di fianco all’ufficio; quindi credo che faro’ senza) e il succo di mezzo limone. Posso farcela? Posso farcela.
La presentazione dei piatti é un altro aspetto della serata che mi turba non poco; per non parlare di come apparecchiero’ la tavola (stile: basico. Molto basico. Pardon, volevo dire minimal).
Sono in ansia. Credo di aver guardato troppe puntate di Un diner presque parfait.
Questa é l’ultima volta che invito qualcuno a cena. No, questa é l’ultima volta che invito qualcuno a cena se devo cucinare io. La prossima volta compro una pizza.
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