Il Pucci questo weekend ha rischiato di morire.
Fortunatamente si è ripreso ed oggi ho potuto riportarlo a casa. Ora è qui accanto a me che riposa, dopo aver passato due notti in clinica veterinaria, aver perso litri di sangue e aver subito un'operazione. E' ancora molto debole e mangia poco. Mi guarda spaesato e a volte scodinzola. Vederlo in questo stato mi spezza il cuore, faccio fatica a riconoscere il mio diavoletto nero, terrore di tutti i Pays de Gex, ma allo stesso tempo penso che KENNY E' VIVO, e questa è l'unica cosa che conta.
Ho riflettuto a lungo se scrivere o meno questo post, dopotutto qui sul blogghe io faccio la cazzona (cos'altro potrei fare), e la situazione non presenta proprio niente da ridere.
Voglio solo dimenticare tutto e andare avanti, col Pucci al mio fianco, c'est clair.
Pero' voglio anche ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino in questo fine settimana dell'orrore, che hanno ascoltato i miei pianti infiniti, che mi hanno consolata e fatto coraggio e che non mi hanno lasciata sola.
Grazie di cuore a Gabriele, a Daniele, a Piero e Mila, a Giuliana, all'altro Piero e al suo cellulare, a Ilaria, Jijigno, Andrea e pure a Noemi, a Tara, a Giulio, a Carmen, a Patrizia, e al veterinario che ha salvato il mio cucciolino, grazie grazie grazie.
Antipatica di nascita, stronza per vocazione...in realtà sono uno zuccherino. Sono nata a Milano ma vivo a Ginevra. Ossessionata dallo yoga e dalle scarpe. Vegana e molto orgogliona di esserlo. Tazzona quanto basta. Questo blog mi serve per 1.smettere di spaccare i bicchieri degli altri 2.insultare le false amiche 3.raccontare i cazzi miei 4.raccontare di Ginevra, che sembra una città noiosa. In realtà lo è:-)
lunedì 27 agosto 2012
venerdì 24 agosto 2012
Champagne!
Ora che sono una VIP e vengo invitata a eventi a destra e sinistra (non è vero, è il mio capo ad essere invitato dappertutto, solo che lui raramente partecipa e quindi passa gli inviti a me), mi sto lentamente trasformando in un’alcolizzata sto diventando una professionista delle bevute gratuite.
Ieri sera ad esempio, sono andata ad un “happy hour with music” organizzato da un’azienda che ci fornisce consulenti . Ho portato un mio amico che si è presentato a tutti come mio chauffeur (in effetti non aveva tutti torti). Mentre ci stavamo dirigendo al party, io facevo la splendida e snocciolavo i segreti per non sbronzarsi: Alex ascolta, un bicchiere di champagne e un bicchiere d’acqua, basta fare cosi e vedrai che andrà tutto bene. E comunque non ho intenzione di bere piu' di 2 bicchieri. Forse 3.
L’acqua non l’ho neanche intravista e arrivata al quinto calice ho smesso di contare.
La festa pero’ è stata piuttosto deludente. Decisamente non è mancato lo champagne, i camerieri hanno continuato a stappare bottiglie non stop per tutta la serata.
E il cibo? Dov’era?? Ma che si offrono solo noccioline e salatini? E le tartine? E le crudités? E le verdure grigliate? Almeno le olive!! Niente di tutto cio’. Quindi mi sono vista costretta ad ingozzarmi di arachidi e mini pretzel nella speranza che potessero assorbire un po’ d’alcool, ma avevo fatto male i calcoli. Le noccioline non assorbono proprio un bel niente.
Sono tornata a casa praticamente strisciando e mi sono svegliata alle 3.48 completamente disidratata.
A quel punto si, ho bevuto acqua.
mercoledì 22 agosto 2012
Scarpe scarpe scarpe
Oggi vi parlero’ di un sito internet che conosco da un paio d’anni.
Si chiama Upper Street ed è inglese.
Non l’avevo mai usato prima, nel senso che non avevo mai comprato nulla, pero’ mi sono divertita varie volte a creare delle scarpe, senza mai decidermi a comprarle.
Si, perchè il sito (che anche in questo caso non mi sta pagando) ti permette di creare le scarpe che desideri!! Quante volte vi sarà capitato di pensare: belle queste scarpe, se solo fossero piu’ alte/non avessero quel laccetto/fossero di un altro materiale? A me mai, pero’ che ne so, magari a voi è successo.
Ad ogni modo, trovo che il sito sia molto ben fatto, a prova di idiota e ricco di possibilità: puoi scegliere tra ballerine, sandali, decolletes; puoi scegliere il materiale, l’altezza del tacco, i colori (della tomaia, del tacco, della suola interna) e i dettagli (fiocchi, laccetti, fibbie e cosi via).
I prezzi sono in sterline e non sono bassi. Partono da una base di 195 sterline per le ballerine e arrivano fino a 265 sterline per un paio di platform. Se poi decidete di usare pelle di serpente (per favore, non usatela), o di applicarci 20 fiocchetti, sette laccetti, paillettes, borchie eccetera il prezzo, ça va sans dire, aumenta.
Insistono molto sulla qualità dei materiali usati e sulla bravura di chi trasforma il tuo disegno in una scarpa, e io voglio credergli.
Essendo iscritta alla newsletter ho ricevuto di recente una mail che pubblicizzava una sample sale al 50% di sconto. Alzi la mano chi resiste a parole come “sample sale” e “sconto”. Io no di certo.
E visto che le scarpe prese per l’evento dell’anno stonano con la mise che ho in mente, ho deciso di darci un’occhiata, sperando di trovare le scarpette che facessero al caso mio.
La verità è che i sandali che avevo pensato di indossare hanno degli inserti neri che non c’entrano una cippa nè con l’abito nè con la borsa, ma io, che ho lo spirito di osservazione di una piastrella queste cose non le avevo mica notate al momento dell’acquisto su internet. Le ho notate a consegna avvenuta. Ora, i sandali sono belli e tanto, tanto alti. Per semplificare: scarpa bassa = vade retro; scarpa con supertacco = vieni a me. Ad essere proprio sincera, ho avuto un periodo di innamoramento per le ballerine nel 2008 (e la mia amichetta del cuore, che chiameremo Ilaria, ancora me lo rinfaccia), ma ne sono orgogliosamente uscita.
Tornando ad Upper Street e alla sua sample sale, si è trattato di un evento limitato a due giorni, nei quali hanno messo in vendita le scarpe esposte nel loro show room londinese ed io, amici, ho trovato il paio perfetto.
Delle deliziose spuntate in satin (satin italiano...pare ci tenessero alla nazionalità del loro satin) blu PERFETTE per abito & borsetta. Non sono meravigliose? Si, lo sono.
Il sito, per chi fosse interessata (o interessato, per - la butto cosi - un bel regalo da fare a mogli, amanti, fidanzate, amiche, madri) è www.upperstreet.com
La consegna è rapida, non eccessivamente cara, e anche il packaging non è affatto male.
Buone scarpe a tutti;-)
domenica 19 agosto 2012
Recensioni
Questo post é per le femminucce, perché sto per recensire un parrucchiere
ginevrino e un’estetista della France voisine. Premetto che non prendo un euro né dall’uno né dall’altro, non sto facendo pubblicità a nessuno.
Partiamo dall’estetista. Si chiama
Beauty Plus e si trova all’interno di Leclerc, sulla Route de Meyrin. Non gli
avrei dato una lira (non ho un motivo preciso, ma di solito non mi piacciono le
estetiste all’interno dei centri commerciali, ognuno ha le sue fisse) ma avevo
fretta, non volevo tornare dalla mia estetista a Gex (una vecchia rompicoglioni
che prova sempre a vendermi qualcosa: no, non le voglio le tue pillole per l’elasticità
della pelle) e mi sono detta proviamo.
Sono uscita contentissima e con un
prossimo randez vous per settembre.
Il posto é pulito, ci sono 6 cabine in
totale piu’ l’angolo per le mani, le ragazze sono giovani, gentili, ma
soprattutto SVELTE. Sono andata per una ceretta (proprio là) e in meno di 15
minuti e – aspetto estremamente importante – senza soffrire le pene dell’inferno,
ero fuori, pronta per andare a yoga.
I prezzi sono i soliti che ho visto a Gex,
Ferney Voltaire, Saint Genis &co, e comunque sempre la metà rispetto a
Ginevra. Il sabato sono aperti fino alle 18. Promossi.
Anche dal parrucchiere ci sono capitata un po’ a caso: ero appena uscita da
yoga, ero a Paquis, non avevo impegni, e nella testa mi rimbombava la frase di
mia sorella “fai cagare con quella ricrescita”.
Mia sorella delle due é quella dolce.
Io ho provato a spiegarle che sono due anni che vanno di moda i capelli
ombré, che é un modo figo per dire capelli con ricrescita visibile e sfoggiata
con orgoglio, cosi:
ma non c’é stato niente da fare.
Dunque esco dalla scuola di yoga e cerco un parrucchiere.
Lo trovo in Rue
de Paquis 16, sono dei turchi. Sia per uomini che per donne.
Sembra un
postaccio: le poltroncine rosse mi ricordano i film di Almodovar (e no, non é un complimento), usano
prodotti Kerastase e L’Oreal Professionel. Ci devo entrare.
La ragazza che si occupa di me mi piace: non ha usato queste esatte parole,
ma il senso del discorso era “ossssantoddddio che brutti capelli, mi stai
chiedendo miracoli e io sono solo una parrucchiera”.
Decidiamo che voglio uscire da là piu’ bionda che piu’ bionda non si puo’.
Fanculo ai colpi di sole;
facciamo un colore.
Facciamo che prima te li
decoloro.
Facciamo che se mi fai
diventare calva ti spacco la faccia.
Facciamo che ti devi stare
calma e fidarti; prima te li decoloro ma poi ti faccio un colore senza
ammoniaca. (ah bé, allora, se la metti cosi....)
Facciamo che mi hai
convinta, fai quello che devi fare e adesso passami Closer che voglio leggere
la verità di Vanessa Paradis sul divorzio da Johnny Depp.
Sono entrata alle 13 e sono
uscita alle 1530.
La decolorazione brucia,
ohhhhhh se brucia. Pero’ tra la decolorazione e il colore vero e proprio mi ha
messo un paio di maschere nutrienti/idratanti/ristrutturanti/chissailcazzo.
Il risultato é notevole,
sabato sera mi hanno fatto un sacco di complimenti.
Inutile dire che appena
uscita dai turchi ho comprato una ventina tra maschere per capelli, olii,
shampoo delicati, balsami, vitamine, amminoacidi, cristalli liquidi e qualunque
prodotto recitasse la scritta “per capelli sfibrati”, perché ADESSO i capelli
spaccano, ma voglio vederli tra 5 giorni.
Tornando al parrucchiere,
tale Mod’ Arslan, il verdetto é positivo. Non é un posticino chic, ma le ragazze
sono competenti e discrete. I prezzi sono nel range di Ginevra, con meno di 200
CHF non vai da nessuna parte, e io ho fatto taglio, decolorazione, colore, shampoo, soin
& brushing. Non penso di tornarci, ma solo perché i parrucchieri mi piace
girarli un po’ a caso.
Alla prossima!
giovedì 16 agosto 2012
Stamattina
Vi racconto cosa mi è successo stamattina.
Dai cucciolino, su, fai uno sforzo, esci.
Come ogni giorno esco di casa alle 7.15 con il mio cagnolino adorato, Kenny McCormick detto Il Pucci. Eravamo fuori da neanche 5 minuti e Il Pucci aveva già fatto in tempo a spaventare una signora in bicicletta, far scappare un povero gattino e aggredire un ragazzino. Il Pucci per chi non lo conoscesse è un nano malvagio che io amo alla follia.
Dunque, eravamo fuori da nemmeno 5 minuti, quando ci imbattiamo in un cucciolo tutto nero, tutto sporco, tutto fradicio (ha piovuto stanotte). All’inizio Il Pucci lo attacca – che sorpresa - ma il cucciolo è talmente tenero e cosi contento di vedere un proprio simile, che riesce a farsi accettare.
Ci segue per tutta la passeggiata; a volte Il Pucci gioca insieme a lui, ma per la maggior parte del tempo lo ignora: secondo te io che ho quasi 3 anni, mi metto a perdere del tempo con te, che avrai si e no 3 mesi? Ma vedi di andartene va.
Il cucciolo piange spesso perchè invece vorrebbe giocare e darsi alla pazza gioia. Noto che non ha un collare. E’ davvero piccolo (nonostante sia già il doppio del nano) ed è stupendo. Ha fame.
Decido di portarlo a casa: gli daro’ da mangiare e gli faro’ un bel bagno, cosi magari riusciremo a vedergli gli occhi. Mi dico: Il Pucci capirà. E’ uno stronzo, ma capirà.
Mi sbagliavo.
Già mentre saliamo le scale comincia ad innervosirsi: ah, ci segui anche fino a casa? Non penso proprio che entrerai con noi. Antipatica che cosa stai facendo esattamente??? Non vedi che ci segue??? Mandalo viaaaaaaa!
Anche il cucciolo si sente minacciato e non è molto convinto: sale 2 scalini e ne scende 3.
Ad ogni modo, dopo vari tentativi (di zittire Il Pucci che continua a minacciare il cucciolo e di convincere il cucciolo che non gli succederà niente) entriamo tutti e tre in casa.
In quel momento, Il Pucci si trasforma nel mostro che è: abbaia come un pazzo e cerca di mordere il povero cucciolo che piange, ha paura, non sa cosa fare.
Mi vedo costretta a chiudere Il Pucci in camera. Comincia a ricoprirci di insulti: Antipatica che cosa mi stai facendo?? Sei proprio una stronza, dopo tutti questi anni passati insieme mi rimpiazzi cosi?? Ma io ti sbrano, hai capito bamboccetto che non sei altro, hai capitooo? Appena esco di qui ti faccio fuori, è chiaro? Con chi pensi di avere a che fare? Ma lo sai o no che sono il terrore del quartiere? Io ti ammazzoooooooo.
Il cucciolo, rassicurato dal fatto di non vedere piu’ Kenny, ma comunque ancora spaventato dalle sue urla, mangia un po’ di croccantini, poi corre sul balcone. Poi torna in cucina, mangia piu’ in fretta che puo’ e riscappa sul balcone. Provo a dargli almeno una ripulita ma non si lascia toccare, è spaventato.
Devo dire addio all’idea di lasciarlo per la giornata in casa col Pucci: la convivenza temo sia appena appena impossibile.
Per cui lo faccio uscire di casa, libero il Pucci che esce dalla stanza come una furia assetata di sangue: dov’è? Dove sei? Dove l’hai nascosto?? Adesso le prendi!!!!, ed esco anch'io.
Andiamo verso la macchina e mi dico che sarà un’impresa farcelo salire (direzione: SPA di Cessy).
Apro la portiera e il cucciolino entra in macchina senza fiatare, si accuccia in tranquillezza e si mette a dormire. Ma quanto sei bravo e cariiiiiiiiiino!!!
Arriviamo al canile.
Durante l’intero tragitto il cagnolino dorme: non un lamento, non un movimento, neanche uno spruzzino di pipi’. Sei il cucciolo piu’ bravo del mondo.
Mi accoglie un volontario: gli spiego la situazione e mentre gli parlo scoppio a piangere.
Mi scusi, sono solo un po’ scossa.
Vada a prendere il cane signora (La parolina magica che mi fa riprendere subito: Signora??? A me??? Eh??).
Il cucciolo a fatica si sveglia, mi guarda e dice: Pffff nooo, non ho voglia di scendere dalla macchina, sto dormendo, sto cosi bene, mollami.
Di malavoglia esce dalla macchina, il volontario lo prende e lo consegna ad un’altra volontaria.
Addio cucciolino. Trattengo a malapena altre lacrime.
Il volontario mi rassicura: ora lo laviamo, gli diamo da mangiare, e se nessuno lo reclama (perchè, secondo te veramente c'è qualcuno che lo reclamerà?), fra 8 giorni sarà dato in adozione. E’ un cucciolo e i cuccioli partono sempre molto in fretta. Non si preoccupi.
Lascio la SPA, lascio il cucciolino che oggi tra mille emozioni è un miracolo che non abbia avuto un infarto, mi dirigo in ufficio. Comincia la mia giornata.
Spero che la merda che l’ha abbandonato si prenda la sifilide e M-U-O-I-A tra dolori atroci.
martedì 14 agosto 2012
L’ Antipatica in cucina
Io solitamente non cucino.
A parte una breve parentesi post-adolescenziale, dove mi sono dedicata piu’ che altro ai dolci, non ho mai amato particolarmente stare ai fornelli. Oltre che antipatica, sono molto pigra e l’idea di dover trascorrere del tempo a pelare, sminuzzare, pesare, incorporare, mescolare, rimestare, infornare, scolare, friggere mi fa passare la voglia di cucinare.
Peccato, perché di recente ho scoperto che esistono piatti semplici e veloci, che non necessariamente escono da un barattolo o da una busta di plastica.
Ma da dove arrivo?? Dal paradiso delle scatolette di tonno, ecco da dove arrivo.
Da nemmeno tre mesi sono diventata vegana (addio scatolette di tonno) il che significa niente carne, niente pesce, niente uova, niente latticini, niente miele. Ho deciso di invitare a cena una mia amica (nome di fantasia: Brie) che é una buona forchetta ed anche una brava cuoca. Il compito si presenta arduo. Non le voglio propinare un dolcetto alla soja...e va bene, NON HO VOGLIA di cucinare pure il dolce (e chi sono?? Benedetta Parodi?) per cui il dessert glielo compro già fatto, un qualcosa di cioccolatoso dovrebbe andare bene. Lei se lo pappa e io la guardo.
Per l’antipasto e il primo mi sono venute in aiuto la best friend ginevrina e mia sorella. Il menu prevede guacamole e riso basmati con accompagnamento di melanzane saltate.
Il riso basmati per me non ha segreti, e comunque basta bollirlo:-D
Le melanzane saltate (ricetta deliziosa della sorella) sono due giorni che mi alleno a farle: devo solo imparare a dosare il peperoncino (ne metto sempre troppo. L’aspetto positivo é che dopo averle mangiate, il raffreddore che mi sta uccidendo da due giorni scompare), ma per il resto devo dire che mi vengono molto bene. Non solo antipatica e pigra, sono anche modesta.
Il o la guacamole (é maschile o femminile??) invece non l’ho mai fatto/a e nonostante la best friend ginevrina giuri che sia facile facile da preparare, un po’ mi spaventa. Non vorrei propinare un miscuglio molliccio all’invitata. Comunque il procedimento dovrebbe essere il seguente e non pare particolarmente complesso, nemmeno per una bionda inside come me: si schiacciano 2 avocadi maturi (ma non troppo) con l’aiuto di una forchetta. Si taglia finemente un cipollotto, si tagliano dei pomodorini a metà, si aggiungono sale, pepe, spezie (cumino e/o una bustina di spezie apposta per il/la guacamole che non ho trovato alla Migros di fianco all’ufficio; quindi credo che faro’ senza) e il succo di mezzo limone. Posso farcela? Posso farcela.
La presentazione dei piatti é un altro aspetto della serata che mi turba non poco; per non parlare di come apparecchiero’ la tavola (stile: basico. Molto basico. Pardon, volevo dire minimal).
Sono in ansia. Credo di aver guardato troppe puntate di Un diner presque parfait.
Questa é l’ultima volta che invito qualcuno a cena. No, questa é l’ultima volta che invito qualcuno a cena se devo cucinare io. La prossima volta compro una pizza.
lunedì 13 agosto 2012
La fête
Ogni volta che mia sorella viene a trovarmi (o che io torno a Milano a trovare mia sorella) il tasso alcoolico SALE SALE.
E quanto fa male! Soprattutto alla testa.
Quali sono i vostri rimedi per il post sbornia? Personalmente bevo succo di aloe vera (che come io vi insegno, depura e disintossica) e delle gran tazze di té verde.
Ho dei ricordi vaghi della fête; ad esempio so di aver incontrato un amico che non vedevo da tempo quando ero ancora alla prima pina colada. Mi chiedo anche come abbia fatto a ritornare a casa: sono davvero riuscita a ricordare il PIN quando pagavo il parcheggio? Come ho fatto ad uscire dal parcheggio? Ho veramente guidato fino a casa? Evidentemente si, e me ne compiaccio:-)
Il bilancio di questo weekend di fête è il seguente:
1. I cocktail non erano buonissimi, ma andavano giu’ ugualmente. Bevine uno, bevine due, bevine tre, bevine...ho perso il conto.
2. I cocktail erano carissimi e ci fosse stata una volta che mi fossi ricordata di ridare le fiches per riavere i miei preziosi 2 franchi; ho la borsetta piena. Le fiches, già. Su ogni bevanda venduta in bicchiere si applica un sovrapprezzo di 2 franchi, che vengono restituiti se riconsegni il contenitore vuoto (e la cazzo di fiche).
3. Io e mia sorella piacciamo una cifra. A slavi, macedoni e sierra leonesi dai 21 ai 23 anni.
4. Quest’anno ho saltato il gran finale dei fuochi artificiali e non ne ho sentito la mancanza. Anzi, propongo di ridirigere il budget destinato ai fuochi d’artificio (600mila franchi secondo Le Matin...solo?) in modo da prolungare la fête, ma non è un’ottima idea? Antipatica for president.
5. Le patatine fritte alle 3 del mattino possono diventare le tue migliori amiche. Le tue cosce ringraziano.
Queste sono le foto della festa. L’effetto sfuocato è OVVIAMENTE voluto, per dare un tocco originale ed artistico. Non è che la fotografa era ubriaca.
venerdì 10 agosto 2012
L'evento dell'anno
So che siamo al 10 di agosto, ma io sono una di quelle che si preparano in anticipo.
L'evento dell'anno è il matrimonio di una mia carissima amica, a fine ottobre.
Ho meno di 3 mesi per trovare scarpe, vestito, accessori (l'accessorio ideale è un figo al mio fianco. Non si vedono fighi all'orizzonte. Ho comunque una bellissima borsa di Stella McCartney), per avere FORSE un taglio e un colore di capelli che non facciano troppo cagare (parliamone), e ovviamente per perdere qualche kg (parliamone).
Il matrimonio avrebbe potuto tenersi in Puglia, dove io mi immaginavo qui:
Ma avrà luogo in Friuli, perchè la sposa è friuliana, e il Friuli è piu vicino della Puglia, e saranno anche un po’ cazzi loro dove decidono di sposarsi. Va bè, comunque io avrei preferito la Puglia, perchè il bianco (dei trulli) illumina il mio incarnato. Mais c’est ne pas grave, come diciamo qui. W il Friuli.
Ora...dove cazzo è il Friuli? Mi hanno detto di comprare un biglietto aereo per Venezia, quindi immagino sia là, da qualche parte in alto a destra della cartina.
Eccotelo là. A me non sembra vicinissimo, ma cosa ne voglio sapere io, che nemmeno so trovare la strada di casa.
Comunque, dicevamo: evento dell’anno!
Ci sarà anche il mio ex e so che i due futuri sposi tremano all’idea che l’Antipatica possa fare qualcosa di antipatico psicolabile. Spaccare un bicchiere in testa all’ex? (ultimamente spaccare bicchieri sembra essere diventato il mio nuovo hobby. Fai giardinaggio? Suoni la chitarra? Impari una nuova lingua? Vai in palestra? No, io nel tempo libero spacco bicchieri) Cercare di sedurre il parroco? Limonare col cameriere anziano? Non succederà niente di tutto cio’, lo ggggggiuro.
Ma parliamo di come mi vestiro’. All’inizio la scelta era caduta su un vestituccio color salmone, ma ho cambiato idea. Adesso l’ensemble che ho in mente è il seguente:
Antipatica figaH pronta per IL matrimonio. Comportamenti imbarazzanti non pervenuti.
giovedì 9 agosto 2012
Sul set di Gossip Girl
E cosi, me ne vado in giro per Ginevra. Sono i giorni della fête, quando scopri che anche a Ginevra ti puoi divertire, che anche a Ginevra fa caldo, che anche a Ginevra è pieno di gente. Amo Ginevra in estate. La amo meno in inverno, ma avro’ modo di (s)parlarne a dovere fra poco (secondo i miei calcoli, l’inverno qui comincerà...fra 4 settimaneJ).
Dunque dicevo, la fête, i locali all’aperto, l’alcool a fiumi, le belle ragazze su tacchi vertiginosi (yes, io ne faccio parte. Modestamente vostra, Antipatica), i bei ragazzi che a volte ti rivolgono persino la parola, quanta allegria. Poi improvvisamente scopro di trovarmi sul set di Gossip Girl. Sta per arrivare Blair? Quella non sarà mica Serena? No, sono faccia-di-pizza e tricheco sudaticcio. In compagnia di Chuck? No, è solo il mio ex. Saro’ vera-veramente naïf, ma ero convinta di avere un ottimo rapporto con tutti e tre. Non avevo capito un beato cazzo.
Siamo vicinissimi, e penso: ora mi saluteranno. Hmmm, no. Mi ci vogliono 4 secondi per capire. Occcazzofannofintadinonavermivista. Bè, diamogli il beneficio del dubbio; forse DAVVERO non mi hanno vista. Hmmm, no. Mi stanno ignorando di proposito.
Mi tornano in mente le elementari, quando piccole stronze antipatiche crescevano e riservavano il trattamento del silenzio alle poverette malcapitate. What goes around comes around...
No, io non faccio finta di niente. Io vi ho visti, so che mi avete vista.
Una vocina (sarà Dorota? Sarà Lily? Sarà Jenny?) mi dice, ovviamente in inglese: just take the high road. The high road? Me?!? NevAH. E cosi parto come un treno: hey, ecco Elisa faccia di pizza e Federica mani sudate, tutto bene? Oh, coso, ciao, ci sei anche tu?? Adesso che ci siamo salutati, continuate pure a fare finta di non avermi vista. SIETE VERAMENTE DELLE MERDE.
Ora tralascero’ l’episodio in cui a fine serata la nostra eroina va a casa dell’ex, si fa aprire la porta, entra come una furia, e si mette a spaccare bicchieri a destra e a sinistra, mentre urla: adesso fai finta che io non ci sia cretinoooooooo. Perchè questo non è successo.
O forse si, io comunque non ho visto niente.
Fare finta di niente
Ieri sono uscita con mia sorella; doveva essere una serata di divertimento e spensieratezza e si è trasformata in un film horror di serie D.
Senza volermi giustificare (si, sto cercando di giustificarmi), questo non è un periodo esattamente facile.
Ho cambiato lavoro, ho lasciato il ragazzo dopo 7 (sette) anni, ho cambiato casa, SONO A DIETA e forse non tutti i nutrienti di cui avrei bisogno arrivano al cervello, per cui dico/faccio cose di cui mi pento.
Ah, e poi avevo forse (forse?) bevuto un paio (un paio?) di bicchieri di troppo (si lo so che ho detto di essere a dieta, ma le calorie alcoliche non contano, evaporano) e SI SA che in vino veritas.
La mia veritas è che sono una stronzetta da quattro soldi, che sa essere tanto, tanto, tanto spiacevole.
Credevo che io e il mio ex fossimo un esempio di civiltà. Mi sbagliavo.
Credevo di avere due amiche, che chiameremo con nomi fittizi Federica, aka la ragazza dalle mani sudate, e Elisa, aka laragazza 36enne con l'acne. Mi sbagliavo.
Credevo che avrei potuto fare finta di niente. Quanto mi sbagliavo.
Senza volermi giustificare (si, sto cercando di giustificarmi), questo non è un periodo esattamente facile.
Ho cambiato lavoro, ho lasciato il ragazzo dopo 7 (sette) anni, ho cambiato casa, SONO A DIETA e forse non tutti i nutrienti di cui avrei bisogno arrivano al cervello, per cui dico/faccio cose di cui mi pento.
Ah, e poi avevo forse (forse?) bevuto un paio (un paio?) di bicchieri di troppo (si lo so che ho detto di essere a dieta, ma le calorie alcoliche non contano, evaporano) e SI SA che in vino veritas.
La mia veritas è che sono una stronzetta da quattro soldi, che sa essere tanto, tanto, tanto spiacevole.
Credevo che io e il mio ex fossimo un esempio di civiltà. Mi sbagliavo.
Credevo di avere due amiche, che chiameremo con nomi fittizi Federica, aka la ragazza dalle mani sudate, e Elisa, aka la
Credevo che avrei potuto fare finta di niente. Quanto mi sbagliavo.
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