domenica 7 ottobre 2012

L’Antipatica a New York/1

Giovedi mattina sono partita per New York. Chi se l’aspettava sto volo della morte. Lungo, lunghissimo. Mi sono vista 3 film: l’ultimo di Tim Burton di cui non ricordo il titolo, particolarmente noioso; poi Rock of Ages, un musical! Veramente carino, o sympa come direbbero i francesi e infine Spiderman che io credevo fosse il seguito dell’ultimo Spiderman, solo con attori diversi, e invece no, è ancora l’identica storia di
1.       Peter Parker sfigato
2.       Peter Parker morso da un ragno
3.       Peter Parker diventa Spiderman
4.       Peter Parker combatte contro il cattivo di turno (questa volta era l’uomo lucertola)
5.       Peter Parker vince
Ero molto contenta perchè avevo ordinato un pranzo vegano sull’aereo, che mi era stato confermato: insalata, riso basmati con verdure, prugna. Molto bene. Peccato che quando è arrivata l’ora della merenda Swiss mi ha proposto pizza e gelato. Non ho capito: secondo Swiss io sono vegana solo a pranzo? Il mio compagno di viaggio è stato un ragazzo Israeliano (ma che combinazione) con cui continuo a sentirmi via mail anche se ancora non siamo riusciti a beccarci.
Il controllo passaporti è stato un altro incubo lunghissimo, 1 ora e mezza di fila e di attesa.
Finalmente esco da JFK e Jamarr, il ragazzo che mi affitta la stanza, mi porta a casa. Jamarr è un ex marine convertitosi alla stand up comedy. Insomma fa l’attore: spettacoli, pubblicità, televisione...secondo me col cazzo che sfonda. Non è malvagio ma mi irrita. Peccato, avrebbe avuto tutti i numeri per portarmi a letto (ex militare, di colore, ammmmerrricano) mais no, grazie, comunque no grazie. Lui ci spera (è da quando ho messo piede a New York che mi fa battute) ma proprio per questo: anche no amico. Stamattina stavo scrivendo una mail a Madre (a Padre scrivo sms quotidiani; solo per sapere come sta Il Pucci, c’est clair) ed è entrato in camera MIA, ha preso una MIA banana, e si è sdraiato di fianco a me sul MIO letto. Ok che è casa tua, ma io sto pagando per la stanza, fai anche quello che se ne va, cosa ne dici? Gioia avrei bisogno di un po’ di privacy ora, ti spiace?? Va bè. Poi dicono che sono antipatica...
Comunque, primo giorno a NYC: fa caldo. E chi se l’aspettava. Fa piu’ caldo che a Ginevra (sai che sforzo). C’è il sole. Vado in giro in CANOTTA. Arriviamo a casa di Jamarr: l'edificio non è niente di che, mentre l'ascensore puzza di piscio. Non esattamente un bel biglietto da visita.
A breve notero' che fuori dal palazzo ciondolano di continuo personaggi ambigui. Poco male, io e la racaille andiamo d'accordo.
L’appartamento non è male, abbastanza grande ma buioooooo. La mia camera spacca pero’: lettone, TV, mille cassetti (che sono ovviamente rimasti vuoti), tempo un’ora e somiglia già ad un campo di battaglia, cosi, per dargli quell’aria vissuta...vado al market vicino casa per prendere un paio di cose (acqua e frutta): aria condizionata a palla.

Jamarr va a prendere gli altri ospiti, una coppia di francesi. Gli dico: hey, se dormo svegliami quando arrivate, che voglio salutare i francesi. Mi sdraio per “giusto un riposino”. Mi sveglia Jamarr: siamo arrivati.
Ecco bravi, salutameli tu i francesi, io non riesco ad aprire gli occhi, ci vediamo domani.
Dormo per 10 ore filate.

La mattina mi sveglio e conosco la coppia: Michel e Marion. Lei carina, lui brutto come la fame e con l’aria del serial killer disadattato. Mi chiede subito l’amicizia su Facebook. Non faccio in tempo a bloccarlo da...qualunque cosa (no foto, no bacheca, no tutto) che già mi scrive. Loro andranno a Wall Street e poi a Century21 per lo shopping, io invece decido di farmi un giro a Central Park.

Sono terrorizzata dall’idea di perdermi, perchè sono notoriamente un’IMPEDITA, e inoltre non ho neanche mezza cartina. Non ho veramente idea di come orientarmi ma mi dico: Antipatica...andiamo a cazzo, che funziona sempre.
Ha funzionato.

Arrivo a Central Park (e come ho fatto? E che ne so? Ad essere sincera, abito a 10 minuti dal parco, in un modo o nell’altro ci sarei arrivata) e mi faccio sto giro. C’è gente che fa jogging, gente che urla al cellulare (e no, non erano italiani), gente che porta a spasso il cane (Pucci mi manchi tantissimo), bambine che giocano a calcio sorvegliate dal coach...che figo. Mi sento una newyorkese. Esco dal parco e mi ritrovo sulla Fifth Avenue (odddddio sono sulla Fifth!!! Ad un certo punto ho anche beccato Tiffany’s e mi sono maledetta per non stare indossando un tubino nè star mangiando un croissant), proprio sulla Museum Mile. Bella.

Prima di partire ho comprato il City Pass dietro consiglio di una mia amica: mi consente di visitare Metropolitan Museum, MoMa, Guggenheim o Top of the Rock, Museum of Natural History (che poi sarebbe il Planetario), Empire State Building, Statua della Libertà & Ellis Island o Circle Line sightseeing cruise. Il Metropolitan e il Guggenheim non sono lontani. Arrivo al Guggenheim e la fila è impressionante: mi passa la voglia. Dopo qualche isolato sono al Met. Il Met è enorme, anche se si sviluppa solo su due piani, piu’ il mezzanino. Il secondo piano è quello che mi interessa di piu’ (al primo c’è arte ellenica, etrusca, romana, e poi arte africana, asiatica, dell’Oceania, il barocco, qualcosa di arte moderna e contemporanea): impressionisti come se piovesse e pop art. C’era anche qualcosa di Cattelan e Koons (ho visto Michael Jackson e Bubbles haha). Un paio d’ore ben spese.

Esco dal Met e cammino. E cammino e cammino e cammino. E quanto è lunga la Fifth Avenue? Parecchio. Ad un certo punto alla mia destra vedo qualcosa di familiare. Masssi’, l’ho visto nei film, l’ho visto a 30 Rock...ehi aspetta un attimo, questo E’ 30 Rock! Sono al Rockfeller Centre, di fianco agli studi NBC. Oh guarda, ho anche un ticket per Top of the Rock...che faccio? Ormai sono qui, let’s go! Let’s go un par di palle, visto che devo aspettare le 1620 per salire (sono le 1430). Va bè, mi faccio un giro per negozi. Riprendo a camminare, per fortuna che la Glaceau ha inventato la Vitamin Water, ne bevo a litri.



Finalmente arriva il mio turno per salire al 67esimo piano. La vista è obiettivamente mozzafiato. La città è immensa e io non posso fare a meno di pensare: ohcccazzo, mi manca Ginevra. La mia piccola, piccola, piccola Ginevra. Sarà l’età, sarà che sono un’abitudinaria del cazzo, ma dopo 5 anni vissuti tra paesini campagnoli francesi e Ginevra, non sono piu’ abituata a realtà urbane come possono essere Londra (lasciata nel lontano 2004) o New York. Che tenerezza che mi faccio; mi darei quasi una pacca sulle spalle...ok, New York vista dall’alto: figa; ora torniamo a casa perchè credo che potrei svenire di fatica. Mi avventuro in metropolitana? No, torniamo a casa  A PIEDI! Non avevo ancora capito che New York è FACILE da girare (e se lo dice una torda come me, è vero), cosi mi ritrovo in Madison Avenue...senza sapere da che parte andare. Arrivo a Park Avenue (odddddio sono a Park Avenue!!!): bene e adesso? Per fortuna che la città è piena di gente gentilissima che mi spiega come arrivare a casa (in quel momento HO CAPITO come muovermi e orientarmi: downtown e uptown, per cominciare. E poi 5th, Park, Lexington, 3rd e 2nd). Torno a casa che non sono stremata, di piu’. Dormo altre 10 ore.





Altra giornata di sole, yes! Oggi faccio quella che prende la metropolitana, che va bene camminare e tutto, ma non è che mi sto allenando per la maratona. Scendo a City Hall e mi faccio il ponte di Brooklyn, allez retour. Diiiiiiiiio quanto mi sento newyorkese (newyorkesi sul ponte: zero. Ma io mi sento newyorkese ugualmente). Riprendo la metro e scendo a Union Square (ah, solo una fermata?). Da Union Square vado sulla Broadway...anche in questo caso, la domanda è sempre la stessa: e quanto cazzo sei lunga Broadway? A me pare che ste strade non finiscano MAI. A me pare di camminare per kilometri, senza vedere mai la fine. A me pare che adesso stramazzo al suolo. Quanto vorrei un massaggio. Neanche a farlo apposta, giro la testa e leggo: MASSAGE. La cinese fuori dalla porta non lascia il tempo per nessun tentennamento o ripensamento (ma io non ne avevo la forza comunque), mi prende per un braccio e mi fa salire. Io mi aspettavo un posto à la Paolo Sarpi, vista la gestione mandarina, ed in effetti è cosi:-) Il posto è grande e pulito, la colonna sonora è cinese. Oh-oh il massaggio me lo farà un ragazzo. Ecchissenefrega. Full body chéri, 60 minuti please. Un’ora dopo sono un’Antipatica rinata. Sono talmente in forma che mi sento pronta per un’ulteriore maratona. Da Brodway arrivo a Madison Square Garden (odddddio sono a Madison Square Garden!!!!) e mi spingo fino a Times Square (odddiiiiiiio sono a Times Square!!!!). Times Square mi flasha parecchio: sembra veramente di essere sul set di un film...è irreale. L’atmosfera è particolare; mi sento strana.
Forse è solo un calo di zuccheri.




Faccio quella che decide di tornare a casa. Solo che voglio alcolizzarmi bere per cui mi metto alla ricerca di un bar. Manco a pagarli. New York è piena di ristoranti, caffè, negozi che vendono di tutto, ma i bar sono rari (ovviamente parlo della MIA zona di competenza: dalla fifth alla second). Finalmente, quasi arrivata a casa e di conseguenza quasi avendo perso le speranze, trovo un bel bar sulla 79esima e Lexington. Mi bevo due prosecchi che sono sufficienti per farmi tornare a casa barcollando: buonanotte New York.

4 commenti:

  1. Regalino da Nuova York?

    By Dan

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  2. Se portavi tua sorella col cavolo che trovavi un bar a fatica....e col cavolo che t facevi solo due prosecchi, hahahahaha!!!
    Grande Antipatica, aspettiamo altri racconti simpatici (o antipatici?) sulla tua permanenza a NY!!!
    J.

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  3. Si ma va che l'antipatica è una principiante dell'alcolismo....

    By Dan

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  4. Zitella acida do it better...

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