Lo sapevo che sarei tornata da questa vacanza piu’ stanca di prima. Ma me ne sbatte perchè ne vale veramente la pena. Dunque, il caldo è durato due giorni, giusto il tempo di illudermi (ma cosa l’ho portata a fare la giacca???), perchè è da domenica che le giornate sono grigie, la temperatura è scesa, c’è vento (per fortuna che ho portato la giacca!!!)...e piove. Non sempre, non tutti i giorni, ma piove. Quella pioggerellina odiosa e senza senso che tu pensi: o piovi seriamente o non piovi, no??
Ero tutta contenta perchè proprio vicino a dove abito c’è una piccola palestra dove insegnano arti marziali. Ma anche yoga! Sabato pomeriggio sul tardi, entro per chiedere informazioni e mi dicono di venire il giorno dopo alle 11 (i corsi di yoga si tengono solo il sabato alle 10 e la domenica alle 11). Che sbatta! Questo significa che faro’ yoga solo una volta...bè, meglio una volta che zero. Dimenticavo di dire che yoga qui va alla grande, becco spesso gente che cammina col suo materassino, e ho anche fermato un paio di persone chiedendo: scusa, dove vai a fare yoga?
Una ragazza mi aveva parlato di una scuola di Bikram, che ho sempre desiderato provare, ma mi sono detta: no Antipatica, NO, o finisce che passi le giornate a sudare in uno studio e non ti vedi una beata mazza della città. Pensavo percio’ di avere risolto con la lezioncina della domenica mattina. Tutta fiduciosa arrivo in anticipo, la scuola è chiusa...col lucchetto. Aspetto 5 minuti, aspetto 10 minuti, aspetto le 1115. Bè mi pare chiaro che yoga a sto giro lo saltiamo. Che faccio adesso? Piove, fa freddo...uhuuu guarda, c’è un istituto di bellezza. Mi faccio fare una pulizia del viso, va.
I 40 dollari meglio spesi della mia vita (esageriamo!): un’ora e mezza di relax, stesa sul lettino al calduccio, mentre la ragazza mi detergeva, mi esfoliava, mi massaggiava, mi svaporava (?), mi rimassaggiava, mi idratava...insomma, sono uscita tutta splendente e sono andata in giro struccata per l’intera giornata. Lo so che dopo i 25 anni uscire struccate sarebbe da denuncia (oh yes), ma vi assicuro che avevo un faccino fresco, luminoso, levigato e compatto:-)
Il pomeriggio ho deciso di dedicarlo allo shopping e sono andata a Century21. In realtà non ero particolarmente convinta perchè avevo letto pareri discordanti al riguardo ( e anche perchè il serial killer qui di fianco ci aveva portato la moglie il primo giorno), ma mi sono ricreduta. Intanto è a Wall Street, per cui mi sono detta: al massimo, semi fa cagare non mi piace, avro’ visto Wall Street. Arrivo e mi imbatto nei ragazzi di Occupy Wall Street. Scrivo subito un sms a Padre: Sono a Wall Street, con quelli di Occupy!! Risposta (testuale): Bella li’! Abbracciali da parte mia.
Il pomeriggio ho deciso di dedicarlo allo shopping e sono andata a Century21. In realtà non ero particolarmente convinta perchè avevo letto pareri discordanti al riguardo ( e anche perchè il serial killer qui di fianco ci aveva portato la moglie il primo giorno), ma mi sono ricreduta. Intanto è a Wall Street, per cui mi sono detta: al massimo, se
Come amo ripetere: non tutti hanno avuto la fortuna di avere i genitori comunisti...
Io comunque, a vedere tutte le banche e gli uffici, pensavo solo a Lui, a Patrick Bateman. E qui sarebbe da aggiungere: non tutti hanno avuto la fortuna di avere una figlia psicopatica...
Dicevamo, Century21: che figo! E’ parecchio incasinato e bisogna avere tanta pazienza, ma si puo’ trovare della bella roba, a prezzi piu’ che ragionevoli. Ho evitato di proposito il reparto chaussures e mi sono autolimitata al piano abbigliamento. E ho preso anche un Chubby Stick di Clinique, lo confesso, ma una percentuale andava alla ricerca sul cancro al seno!
Uscita da Century21 mi sono accorta di essere ad un passo dal World Trade Center: qui l’atmosfera si fa diversa. La gente parla a bassa voce. C’è un misto di rispetto, partecipazione, compassione. E’ toccante.
Ci vuole un bicchierino. Decido di tornare verso casa e scopro un bel baretto gestito da sudafricani, il Kaia Wine Bar. Mi fanno assaggiare uno sparkling wine: Graham Beck Brut Rose, veramente delizioso.
Lunedi fa sempre freddo ma almeno non piove. Stupidamente non prendo la giacca perchè vedo che c’è un po’ di sole (non durerà a lungo), e mi avventuro fuori solo con la felpetta con cappuccio presa da Victoria’s Secret. Grave errore.
La mattina me la passo, udite udite...al planetario!!! Che figata!! L’ultima volta che sono stata al planetario ero a Milano ed andavo alle elementari. Brava scema, chi se lo ricordava che il planetario era qualcosa di cosi interessante? Chissà se a Ginevra ce n’è uno, immagino di si. Controllero’.
In realtà sono andata al Museo di Storia Naturale, che non mi ha impressionata da piu’ tanto (l’unica cosa degna di nota è il mio peso sulla Luna: 7kg e 30 grammi haha) e che mi ha ricordato un po’ il Cern (ho anche visto un filmato sulla teoria del Big Bang...ma la voce narrante era quella di Liam Neeson, vuoi mettere?). Il biglietto pero’ consentiva di assistere allo spettacolo? Non so bene come definirlo, si chiama Journey to the Stars (voce narrante: Whoopi Goldberg) ed è stato interessante e ricreativo; insomma sti americani sanno bene come intrattenerti.
Il pomeriggio ho fatto la mia solita maratona camminata, inframezzata da pausa cinema. Sono passata di fianco al Lincoln Center, faceva freddo, ero stanca, e cosi ho deciso di spararmi un’ora e mezza di film con quel figo di Joseph Gordon-Levitt. Figo mica tanto perchè credo (spero) l’abbiano pesantemente truccato per farlo somigliare il piu’ possibile ad un giovane Bruce Willis. Il film si chiama Looper. Prima di arrivare al cinema sono passata davanti alla Julliard School of New York, e ho pensato: ahhhhh se solo avessi 15 10 anni di meno, me ne verrei qui, a studiare alla Julliard, e diventerei una ballerina, e lavorerei per il New York City Ballet. Certo, come no.
Cammina che ti cammina arrivo all’Empire State Building.
In questi giorni noto come ogni luogo mi ricordi...delle serie americane. Vedo Bloomingdale’s? Ohooo dove lavorava Rachel! Vedo Barney’s? Ohooo Will & Grace ci vanno ai saldi! Vedo l’Empire? Ohoo Chuck e Blair di Gossip Girl...è evidente che non ho un beato cazzo da fare nella vita. Non ho un beato cazzo da fare nella vita, ma non potevo non fotografare la HBO, dato che mi sento molto Carrie Bradshow dei poveri:-)
Se la vista da Top of the Rock mi aveva lasciato senza fiato, la vista dall’Empire dà alla testa. Intanto siamo 20 piani piu’ in alto (87 contro 67), e poi avevo pure l’audioguida in italiano, con la
signora Antonella, dal forte accento romano, che mi ha raccontato larava e la fava storia dell'edificio "piu' romantico della città".
signora Antonella, dal forte accento romano, che mi ha raccontato la
Un’altra cosa che noto con piacere è che qui tutti sono gentilissimi (l'ho forse già detto?): le commesse mi chiamano honey (e NON madame come a Ginevra) e i gentiluomini (haha) mi aprono le porte e mi chiamano sweetheart. Questa città è decisamente di mio gusto.
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