domenica 15 dicembre 2013

Jeg er glad i deg

Solo io decido di passare il weekend del 13 dicembre in Norvegia, ma che posso farci, sono sempre piu attratta dai paesi freddi – si lo so che avevo detto che d'ora in poi le vacanze le avrei passate in Asia, e invece
  1. andro' a Puertorico a febbraio e
  2. Scandinavia a me! Voglio andare a Reykjavík!!! (ma che l'Islanda è considerata Scandinavia? Bho) O a Helsinki. O magari torno a Stoccolma e svaligio una boutique di ACNE.

Non sapevo cosa aspettarmi da Oslo se non freddo e biondi.

Il freddo c'è stato ma chissà cosa mi credevo: gelo artico insopportabile? Dopotutto arrivo da Ginevra e non da Casablanca. Freddo faceva freddo (siamo anche in dicembre) ma nulla di così terribile. Quello che invece non mi aspettavo erano le strade ricoperte di neve che sciogliendosi diventa acqua che mischiandosi allo sporco si trasforma in melma! Sabato ho camminato per 9 ore con le scarpe e i piedi bagnati: non è stato esattamente il massimo. Il mio amico Luca me l'aveva detto: mettiti gli anfibi! Ma io sono partita bella fiera con le Bekkett di Isabel Marant che infatti si sono rivelate la scelta sbagliata.

e non ho fotografato le pozzanghere (che sono ovunque)


Biondi: non sono tutti biondi. In realtà di biondi ne ho visti pochissimissimi. Sono molto più biondi gli svedesi o i danesi.

Ho preso questa bella abitudine di fare dei viaggi brevi in business class: mi fanno sentire molto divaH.
Il mio piano prevedeva un' entrata barcollante e trionfale in albergo, ma non avevo calcolato la festa di Natale aziendale la sera precendente il mio volo. Giovedì notte ho vomitato il vomitabile e venerdì ho deciso di andarci leggera con lo champagne (che ho bevuto lo stesso, perché io non dico mai di no).

Questa sono io il venerdì mattina (il quadro si intitola The day after):




La città è una città da sogno. Per motivi di tempo non ho potuto visitarla tutta ma quello che ho visto mi è piaciuto tantissimo. Le foto sono un po' cosi, perché non c'era sole e perché non ho messo il flash:-D

Vista dal mio albergo - settimo piano


Operahuset (Oslo Opera House)








Nobel Peace Center


Intanto, si gira tranquillamente a piedi. Ero un po' perplessa dato che la mia dabbenaggine in fatto di orientamento e lettura cartina è risaputa e invece me la sono cavata egregiamente. Vabbè dai, sveliamo gli altarini: spesso e volentieri mi facevo guidare da Google Maps (svolta a sinistra, svolta leggermente a destra. Poi qualcuno di Google mi spiegherà cosa vuol dire svoltare leggermente) ma sabato, dopo neanche tre ore in giro, l' iPhone ha pensato bene di morire, e io sono andata un po' dove mi portava il vento, un po' dove mi indicavano i norvegesi che per inciso sono tutti molto gentili.

Ad esempio la prima sera sono uscita a muzzo perché non volevo restare in hotel: sono andata in un bar non lontano dall'hotel, il Crossroad Club, e ho chiacchierato per un paio d'ore con le ragazze che servivano al banco.


E' vero che se lavori in un locale, un po' di propensione al contatto umano lo devi avere, però mi hanno comunque fatta sentire accolta in una città sconosciuta. Mi hanno scritto su un foglietto che cosa avrei potuto visitare (della loro lista, ho poi visitato solo un paio di posti), mi hanno spiegato la strada disegnandomi una mappa (che ho regolarmente perso), e mi hanno pure fatto assaggiare una birra alla cannella.

Dicevo che sabato, avendo i piedi fradici, le tappe nei bar sono state più una necessità che altro. Nella zona di Aker Brygge sono stata in un paio di localini che avrei tanto amato fotografare, l'ultimo in particolare, ma appunto ero senza iPhone. Il quartiere e' il più bello in assoluto!!! E' nuovo di pacca (mi spiegavano che hanno cominciato nel 2009) con degli appartamentini strepitosi. Sul mare. Pieno di ristoranti , bar e locali.
 



 
 
Con il museo di arte contemporanea progettato da Renzo Piano: l’Astrup Fearnley Museum.

Da Internet
L'ho visitato alla terza birra perché io l'arte moderna la digerisco solo da ubriaca. Nonostante fossi allegra, la mostra mi ha particolarmente irritata. E' inutile, questo tipo di arte non mi comunica un beato cazzo molto. La maggior parte della mostra è occupata da opere (?) di un artista locale, tale Bjarne Melgaard che a parte scarabocchiare Fuck, Fuck you, Fuck off e Big Cock, molto altro non sa fare (ma è evidente che quella limitata sono io). Che se guardavo una puntata di South Park mi divertivo molto di più e pagavo molto di meno.
 
C'erano anche lavori di Damien Hirst, tra cui Adam & Eve exposed, che ho trovato rivoltante. Vi invito a cercarlo su Google. Sono una bacchettona? Sono una bacchettona.

La seconda parte della mostra comprendeva una serie di installazioni e opere (di nuovo, il punto interrogativo è d'obbligo) di artisti (idem come sopra) brasiliani.

Io invece ero nella zona a due passi da Grünerløkka: anche quest' area è in pieno sviluppo (o forse dovrei dire riconversione). Un tempo zona triste e degradata, ora molto alla moda, piena di localini, bar, ristoranti, negozi di design e vintage.

Il mio hotel- in cui mi sono trovata daddddio, grazie Alberto - è certificato in quanto eco friendly e molto stiloso. 



La stazione centrale di Oslo (Oslo sentralstasjon, abbreviato in Oslo S) con il centro commerciale di Byporten e' vicina alla Oslo Opera House, che ho visto sotto la neve.

Temevo che non avrebbe smesso e infatti non accennava a smettere.
Da là mi sono spostata sulla Universitetsgata per visitare il Nasjonalmuseet (e per stare un po' all'asciutto): vale tutte le corone del biglietto (50, contro i 100 dell' Astrup) e non serve essere brilli. E' bellissimo e va visitato.
Io poi non amo particolarmente i musei e infatti è una pinacoteca:-) La sala più bella è quella dedicata a Munch.


















Karl Johans gate è la via principale: forse sto esagerando ma mi ha ricordato gli Champs Elysées.
In piccolo.
 
Quando ci sono arrivata era già molto buio (nonostante fossero le 16) e nella zona pedonale c'era un mercatino natalizio molto caratteristico ( c'erano stand che vendevano i burger di renna!!) Da li ho cercato il Radisson Hotel (ho chiesto ad un paio di persone e tutti a rispondermi: quale Radisson? Quello con lo skybar! Ho scoperto che ce ne sono 3 o 4 di Radisson) e mi sono fatta un altro drink perché non avevo bevuto abbastanza. Anche qui era d'obbligo una foto della città illuminata dall'alto ma ero sprovvista di mezzi tecnologici.

Oslo ha qualcosa di magico e non vedo l'ora di tornarci!! Magari d'estate. O ancora in inverno, perché secondo me d'inverno rende di più. Ovviamente non scorderò gli anfibi.

  

  


sabato 30 novembre 2013

Kuala Lumpur

Ammetto che ormai scrivo sempre più di rado, ma non è colpa mia se non mi succede mai un beato cazzo se la mia vita scorre serena e tranquilla.

Oggi voglio condividere le mie impressioni sulla mia ultima mini vacanza a Kuala Lumpur, Malesia.

Fuori da Suria KLCC Mall

Che dire: fare tappa in una Milano gelida  (dove avevo lasciato il Pucci - che per inciso si è quasi strozzato col guinzaglio: mio padre entra in ascensore, Pucci fa finta di seguirlo e poi se ne esce. Mio padre se ne accorge solo quando sente il braccio tirare verso l'alto. Fortunatamente l'anellino del collare a cui era agganciato il guinzaglio si è staccato liberando il Pucci) e arrivare in una Ginevra ventosa e altrettanto fredda mi fa venire davvero tanta, tanta nostalgia della città che ho appena visitato.
Ma tant'è, lunedi si ricomincia a lavorare.

Dicevo, mini vacanza perché ci sono rimasta per 5 giorni: solo io affronto un viaggio lunghissimo per andarmene fino quasi in Australia per meno di una settimana.

Ma andavo a stare da un'amica di mia sorella più che mia: io ho avuto la mia solita faccia di bronzo e quando l'ho conosciuta, sapendo che si sarebbe trasferita in Malesia, mi sono auto invitata. Siamo comunque andate d'amore e d'accordo e l'ho minacciata di tornare presto - sempre per quei 4/5 giorni, non di più, che poi mi annoio, e mi manca Pucci, e non vedo l'ora di tornare a casa a Ginevra a lamentarmi di Ginevra, OVVIO.

A Kuala Lumpur fa un cazzo di caldo: io che detesto l'aria condizionata ho amato moltissimo trascorrere del tempo in metropolitana, nei centri commerciali, al ristorante, nei bar, sui taxi, insomma dovunque ci fosse della climatizzazione. A dire il vero, ho avuto più esperienza della Kuala Lumpur by night, visto che mi svegliavo sempre tardissimo (a mezzogiorno, alle 15...mai prima delle 1030, e poi andavo in palestra: Monia vive al 34esimo piano di un palazzo di 37 con 2 piscine, di cui una sul tetto, una palestra e un minimarket), ma le poche volte che sono uscita di giorno ho pezzato patito di brutto.

Piscina e panorama


La città è impressionante: un misto di grattacieli e giungla. Le serate più belle sono state quelle trascorse al Marini's on 57 e all' Helipad: sorseggiare un drink mentre si vede tutta la città vale ogni ora del viaggio (scalo a Doha compreso).

La lucetta rossa nel palazzo di fronte alle Petronas è il Marini!!!

Helipad

Helipad


Il cibo è delizioso ed economico: abbiamo mangiato sempre fuori e la spesa media per una cena in un bel ristorante è sempre stata tra i 9 e i 12 euro. Se rimanessi a KL per un mese tornerei decisamente da ciccioculona: per chi ama la cucina asiatica (ma in realtà si trova di tutto) è il paradiso. Cucina malese, indiana, thai, giapponese: anche solo a scriverne mi viene l'acquolina in bocca (sarà che oggi ho cenato con una tristissima scatoletta di fagioli? Scommetto che un qualunque scapolo mangia molto meglio di me).

Ma quello che mi è piaciuto più di tutto è stata la gitarella a Batu Caves. Cos'è Batu Caves? E' un posto meraviglioso frequentato da indiani, turisti, e scimmiette:-) che si raggiunge con la Kommuter - poche fermate da casa di Monia e mi sono ritrovata in un posto estremamente suggestivo. Una statua enorme fa la guardia ad una caverna/tempio che si raggiunge dopo oltre 200 scalini, dove gli induisti cantano e suonano. Inutile dire che nonostante l'atmosfera magica, e il panorama pittoresco, le scimmiette sono la vera attrazione del posto (per chi non è ovviamente induista).


Tempio

 

Lord Murugan
 
Scalino dopo scalino


 

Le vere star di Batu Caves
 
Per farla breve, d'ora in poi, io le vacanze me le passo in un posto a caso dell'Asia!!!

mercoledì 4 settembre 2013

Ich bin (k)ein Berliner

Amici del blog, dopo settimane di silenzio sono tornata per raccontarvi del mio weekend berlinese.

Io il compleanno lo festeggio a Berlino, volando in Business Class, ingozzandomi di arachidi che nemmeno un elefante e bevendo champagne come se non ci fosse un domani.

Volevo arrivare a Berlino ubriaca, e ho mantenuto la promessa. 
In effetti con la mia compagna di sbronze, nonchè di avventure, nonchè sorella, abbiamo tazzato per 2 giorni e mezzo di fila.

Ciononostante, ho ricordi vividi e chiari della città. Città che non mi è piaciuta.

Non essendoci mai stata, me la immaginavo cosi come la descrivono: una città giovane, vivace, piena di artisti, di fermenti, di vita. Bah, sarà. Io ho visto solo gente brutta, sciatta, che non sorride mai.

La città è obiettivamente una metropoli che funziona perfettamente. Poter viaggiare in metropolitana alle 4 del mattino ha molta presa su di me. Sarà che sono cresciuta a Milano (mezzi pubblici? Hahaha facciamoci una grassa risata) e vivo a Ginevra (mezzi pubblici? Ma se te la giri a piedi in un’ora), ma sapere che posso andare da A a B passando per C perchè

  •     Abbiamo sbagliato direzione
  •     Dobbiamo prelevare 
  •     Non dico il terzo motivo perchè mi vergogno

e muoviamoci che si sono fatte le 5, mi dimostra che la città è avanti ed è degna di considerarsi una vera metropoli europea.

Anche il fatto che puoi mangiare e bere e continuare a mangiare e a bere perchè non costa un cazzo senza pensieri, è una di quelle cose che ti fanno apprezzare il viaggio.

La mia infatti non vuole essere una critica; semplicemente ho trovato la città un po’...lugubre? Forse sto esagerando, ma sicuramente non è una città spensierata. E’ invece angosciosa, angosciante e angosciata –secondo il mio antipatico parere. Sarà anche che gli avranno sfrantecato i coglioni col nazismo (bè, ma potevano comunque farci una pensata, prima di sterminare milionate di persone) – mia sorella mi ha portato a vedere il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (in tedesco: Denkmal für die ermordeten Juden Europas), progettato da Eisenman (mia sorella è architetto; io mica lo sapevo): capisco la delicatezza dell’argomento trattato, ma non è che piloni di calcestruzzo grigi che ricoprono una piazza trasmettano gioia e vitalità. Immagino NON sia questo lo scopo, e pero’ cosa vogliamo fare?? Metterci a sindacare sulla mia opinabilissima opinione?? Mollatemi.


Diciamo che non credo mi trasferiro’ presto a Berlino, mettiamola cosi. Ora che lo sapete, potete dormire sonni tranquilli.

La sera del mio compleanno ho graziosamente accettato la proposta di mia sorella, ovvero di andare a ballare.

“Siamo a Berlino, non possiamo NON andare in un club”
“Ma cazzo, ma vacci tu al club! Io voglio andare a dormire per bar”
“No!”
“Va bene, andiamo a ballare”

E’ stata dura convincermi.

Spulciando per internet alla voce “club di Berlino” sono incappata nel Berghain, che a quanto pare è un club superfighissimochenonèugualeanientaltroalmondoenonseinessunosenonseistatoalBerghain.

In rete si trovano articoli su articoli su quanto sia complicato e difficile entrare al Berghain. Tu ti spari code chilometriche e poi la security scuote il capo e tu non entri. Siamo arrivate alle 5 (ma il locale resta aperto fino a mezzogiorno) immaginando il vuoto intorno a noi: col cazzo! Ci siamo fatte un tre quarti d’ora di fila, con un vento maligno, e con davanti un gruppetto di moldavi e dietro una coppia di francesi lesbiche. 
Ah già, il club è famoso per essere gay friendly e per avere al suo interno le dark room, dove entri e non sai se esci. Ad ogni modo, uno dei consigli che girano in rete è: prova a sembrare piu gay che puoi. Mah.

Ovviamente io e mia sorella siamo entrate, anche senza limonare davanti alla security. Abbiamo notato che in linea di massima, le coppie di ragazze entravano senza problemi. Le coppie uomo-donna venivano rimbalzate. I gruppi di tre (2 donne un uomo o 2 uomini e una donna) idem. I tre moldavi pero’ con nostro grande disappunto sono entrati. In quel momento ho capito che il Berghain mi avrebbe deluso. 
E infatti...MA CHE SONO FINITA IN UN CENTRO SOCIALE? Si Antipatica, si.

Un enorme capannone su due piani, cessi sporchissimi, fumo – nel senso di fumogeni (???) e sigarette (a Berlino si fuma ovunque), musica OK – non è che mi aspettassi di ballare sulle note di Lady Gaga, gente tranquilla (ma pur sempre brutta). Ho resistito fino alle 7.


Poi siamo andate a mangiare i felafel, che ballare quei 75 minuti mette un certo appetito.

lunedì 8 luglio 2013

C'est déjà l'été

L'estate è arrivata anche a Ginevra e pare voglia restare per un po' (le ultime parole famose?).

Io trascorro le mie giornate esattamente come le trascorrevo questo inverno: ufficio - yoga - parco - casa. Ma le sere, invece che passarle al chiuso (vedi Les Halles de l'Ile, vedi Buddha Bar, vedi Le Baroque) me le passo a La Terrasse . Anche perchè la raggiungo a piedi in 4 minuti netti. 

Quanto mi piace La Terrasse. 
OK, ti servono il vino nei bicchieri di plastica e un prosecco lo paghi 12 franchi, ma l'atmosfera è giovane, fresca e rilassata. Trovi le ragazze con la Balenciaga, cosi come i ragazzini che si improvvisano freestyler, il tipo che lavora in banca, cosi come lo studente. C'è anche un sacco di gente che si fa dei gran cannoni porta i propri cani e tante volte avrei voluto fumare anche io portare con me la belva, conosciuta col nome di battaglia PoochiePoo (Puccipu), ma desisto sempre. Perchè Pucci è un ROMPICOGLIONI e a volte anche l'Antipatica ama rilassarsi e sdraiarsi sull'erba (provando a sedurre l'ultima new entry, l'Israeliano 26enne che pero' non ci si fila neanche a pagarlo...ma noi, imperterrite, continueremo nella mission: impossible -  la seduzione del giovane Israeliano) senza avere cucciolini adorati tra le palle.

Dopo aver sperperato parecchi franchi durante i saldi (non ho osato fare un terzo update, per questioni di decenza, comunque ho comprato altre cianfrusaglie bellissime & inutili - i due criteri che seguo quando faccio shopping), passo il tempo a lamentarmi del fatto che vivo con 400 franchi al mese col mio nuovo best friend, Thomas delle Risorse Umane. Lui mi capisce perchè è separato con due figli a carico e tanti alimenti da pagare. Ovviamente quella messa peggio sono sempre io perchè non ho alimenti da pagare, ma l'intero staff di Net a Porter da mantenere. 

A proposito di Risorse Umane, sto studiando per diventare CIPD qualified. 
Perchè? Mah, non saprei, me lo chiedo spesso anche io. Il proposito era: "non voglio passare l'estate come ho trascorso l'inverno: ubriaca. Voglio fare qualcosa di concreto. Prendero' una certificazione". Il risultato è che non solo sono sempre ubriaca, ma in piu' ho anche dei compiti da fare

Con TomTom siamo anche andati a La Comete, a fare gli alternativi.
Io ero l'unica in mezzo a punkettoni, punkabbestia, freakkettoni eccetera ad avere le Louboutin ai piedi (cos'altro??), ma uno di questi punk mi si è avvicinato complimentandosi per la scelta (Louboutin?? Ahhh, j'adore!!). Bè, che dire, il mio stile piace a tutti.

PS: ho provato per 50 minuti a caricare un video della serata alternativa e non ci sono riuscita. Fanculo.







venerdì 14 giugno 2013

Tel Aviv? No, saldi (re-updated)

Sono una blogger ( ?) da quattro soldi, e a differenza di New York 12 e 3, non ho nessun reportage da proporvi riguardo alla mia meravigliosa vacanza trascorsa nella città che più preferisco al mondo : Tel Aviv.

Per farla breve: non ho scattato nessuna foto, ho dormito moltissimo, ho bevuto di più, ho fatto yoga tutti i giorni, soprattutto Ashtanga, che amo alla follia (purtroppo qui a Ginevra lo faccio solo una volta alla settimana, gli altri 5 giorni faccio Hatha yoga. Giovedi è il mio giorno di riposo. Mica per altro, ma il bel Mathieu, che tiene il corso serale, è tanto carino quanto soporifero), ho flirtato con cantanti americani, con soldati senza un braccio, con giovani 24enni, con cugini di principi, ho litigato via Facebook (come solo io so fare) con un impedito – il genere di uomo (uomo?) che ormai incontro sempre più spesso -  ma ognuna ha gli impediti che si merita -  ho partecipato allo Shabbat con tanto di preghiere, ed ho avuto conversazioni illuminanti del tipo:


- Jay, I just wanna be Jewish
- OK, the most important thing is: do you believe in God?
- Oh Lord, no way!
- Then beat it, dummy!


Una vacanza bellissima, Tel Aviv non delude mai e non vedo l’ora di tornarci. 

Anche perchè ho dimenticato di cambiare 400 fetecchie shekel israeliani.

Ma lasciamo da parte la mia città del cuore, e parliamo di cose ben più serie: i saldi.
Nell’attesa che Net a Porter ci faccia il piacere di dare il via alla stagione dello sconto selvaggio, ho stilato una piccola lista di cose che vorrei/potrei comprare. Una wish list, insomma. 



Intanto da un’altra parte (eh??? Dove??? Dicci!! È inutile, sono già finite...credo di aver comprato io l’ultima) ho già acquistato una pochette – pardon, volevo dire clutch,  di quelle che piacciono a me, belle grosse (io di una pochette minuscola non me ne faccio niente. Ci devo mettere il MAZZO di chiavi – si, io vado in giro con 6 copie 6 delle chiavi di casa – l’iPhone, il portafogli, il rossetto o il lucidalabbra, lo specchietto, il portamonete. Mi serve una busta grande). É la De Manta in satin di Alexander McQueen




 




Per la serie inarrivabili, con o senza saldi, uno QUALUNQUE dei vestiti di Victoria, Victoria Beckham. Il bordeaux è il mio prediletto. Arriverà il giorno in cui potrò permettermeli.





Uno dei miei stilisti preferiti è Alexander Wang, e vado matta per la linea T by Alexander Wang (si, mi piacciono tutte le seconde linee, a quanto pare), quindi so già che comprerò a casaccio qualcosa di suo. Sono capi sempre molto basic, che vanno bene un po' con tutto, in ufficio con un blazer, la sera con dei tacchi vertiginosi, insomma, sono molto versatili.


 







Non potendomi permettere neanche un bottone di Erdem, ripiegherò su Zara (bien sûr).
Voglio fiori, fiori e fiori (so che farò storcere il naso a mia sorella...e non solo a lei: beh, non capite niente!!!! Vi voglio molto bene).










Ma voglio anche questi vestiti, perchè sono una che non ama mostrare i propri tatuaggi (apro una parentesi: siamo a quota 7):



Ora che tornero' castana, potro' finalmente permettermi il giallo (e stare bene...adesso lo indosso ugualmente e faccio cagare ma il risultato non è dei più convincenti)








Inutile dire che sicuramente comprerò tutt'altro.

Update: per vostra info i saldi su Net a Porter sono cominciati stamattina.
Cominciati malissimo perchè il sito funzionava demmmmmerda.
Temo fossero sotto attacco. L'attacco di un branco di assatanate, me compresa, che stamattina in giro col Pucci sbraitavo contro il cellulare perchè non mi caricava la pagina.
Comunque ho riempito il mio bel carrello e dopo aver quasi avuto un attacco cardiaco alla vista del totale, ho lasciato perdere. Sapete com'è, vivo a Ginevra (mi costi, ma quanto mi costi) e non posso piu' contare sulla mia dolce metà, ovvero la carta di credito del mio ex. Ecco quindi che tutti i miei vestiti di T by Alexander Wang e Helmut Lang e Alice + Olivia e McQ Alexander McQueen sono stati cestinati.
Ho solo tenuto loro, perchè toglietemi tutto, ma non le scarpe.

Jimmy Choo Cosmic Leather Pumps

Update dell'updateho la febbre da saldi, e chi mi ferma piu'.
Ormai continuero’ fino a luglio inoltrato a fare l’update dell’update dell’update dell’update...vi ricordo che da Zara i saldi non sono ancora iniziati ed io non ho ancora comprato nulla con motivi floreali.
Per intanto, sappiate che i saldi invece sono iniziati eccome anche su my-wardrobe.com, dove non avevo mai comprato prima d’ora, ma c’è sempre una prima volta per tutto.
Questo è il pezzo forte: un paio di jeans di Hudson  - eccheccazzodimarcaè? L’ho sentita per la prima volta qualche tempo fa perchè la figlia di Mick Jagger è la loro testimonial (e un bel chissenefrega?). In realtà - adesso si scoprono gli altarini dell’Antipatica - questo modello l’avevo visto su Alessia Marcuzzi e avevo  fatto due piu due: io metto i jeans Hudson e le mie gambe diventeranno kilometriche come quelle di Alessia! Il ragionamento fila che è una meraviglia.
Dai, lo sanno TUTTI che l’optical e le righe verticali allungano, quindi almeno l’illusione ottica di avere delle gambe (un po’) piu’ lunghe del solito la daranno. O no?


Hudson striped mid-rise super skinny jeans


Già che c’ero, ho anche comprato uno e due

Markus Lupfer

Splendid

Come accennavo prima, una delle mie ultime fisse è il bordeaux, detto anche burgundy, detto anche brandy wine, che sarà uno dei colori MUST della prossima stagione, quindi va da sé che se non hai nell'armadio un po' di brandy wine non sei nessuno quest'inverno!
E i vostri acquisti??