Solo io decido di passare il weekend del 13 dicembre in Norvegia, ma che posso farci, sono sempre piu attratta dai paesi freddi – si lo so che avevo detto che d'ora in poi le vacanze le avrei passate in Asia, e invece
- andro' a Puertorico a febbraio e
- Scandinavia a me! Voglio andare a Reykjavík!!! (ma che l'Islanda è considerata Scandinavia? Bho) O a Helsinki. O magari torno a Stoccolma e svaligio una boutique di ACNE.
Non sapevo cosa aspettarmi da Oslo se non freddo e biondi.
Il freddo c'è stato ma chissà cosa mi credevo: gelo artico insopportabile? Dopotutto arrivo da Ginevra e non da Casablanca. Freddo faceva freddo (siamo anche in dicembre) ma nulla di così terribile. Quello che invece non mi aspettavo erano le strade ricoperte di neve che sciogliendosi diventa acqua che mischiandosi allo sporco si trasforma in melma! Sabato ho camminato per 9 ore con le scarpe e i piedi bagnati: non è stato esattamente il massimo. Il mio amico Luca me l'aveva detto: mettiti gli anfibi! Ma io sono partita bella fiera con le Bekkett di Isabel Marant che infatti si sono rivelate la scelta sbagliata.
| e non ho fotografato le pozzanghere (che sono ovunque) |
Biondi: non sono tutti biondi. In realtà di biondi ne ho visti pochissimissimi. Sono molto più biondi gli svedesi o i danesi.
Ho preso questa bella abitudine di fare dei viaggi brevi in business class: mi fanno sentire molto divaH.
Il mio piano prevedeva un' entrata barcollante e trionfale in albergo, ma non avevo calcolato la festa di Natale aziendale la sera precendente il mio volo. Giovedì notte ho vomitato il vomitabile e venerdì ho deciso di andarci leggera con lo champagne (che ho bevuto lo stesso, perché io non dico mai di no).
Questa sono io il venerdì mattina (il quadro si intitola The day after):
La città è una città da sogno. Per motivi di tempo non ho potuto visitarla tutta ma quello che ho visto mi è piaciuto tantissimo. Le foto sono un po' cosi, perché non c'era sole e perché non ho messo il flash:-D
| Vista dal mio albergo - settimo piano |
| Operahuset (Oslo Opera House) |
| Nobel Peace Center |
Intanto, si gira tranquillamente a piedi. Ero un po' perplessa dato che la mia dabbenaggine in fatto di orientamento e lettura cartina è risaputa e invece me la sono cavata egregiamente. Vabbè dai, sveliamo gli altarini: spesso e volentieri mi facevo guidare da Google Maps (svolta a sinistra, svolta leggermente a destra. Poi qualcuno di Google mi spiegherà cosa vuol dire svoltare leggermente) ma sabato, dopo neanche tre ore in giro, l' iPhone ha pensato bene di morire, e io sono andata un po' dove mi portava il vento, un po' dove mi indicavano i norvegesi che per inciso sono tutti molto gentili.
Ad esempio la prima sera sono uscita a muzzo perché non volevo restare in hotel: sono andata in un bar non lontano dall'hotel, il Crossroad Club, e ho chiacchierato per un paio d'ore con le ragazze che servivano al banco.
E' vero che se lavori in un locale, un po' di propensione al contatto umano lo devi avere, però mi hanno comunque fatta sentire accolta in una città sconosciuta. Mi hanno scritto su un foglietto che cosa avrei potuto visitare (della loro lista, ho poi visitato solo un paio di posti), mi hanno spiegato la strada disegnandomi una mappa (che ho regolarmente perso), e mi hanno pure fatto assaggiare una birra alla cannella.
Dicevo che sabato, avendo i piedi fradici, le tappe nei bar sono state più una necessità che altro. Nella zona di Aker Brygge sono stata in un paio di localini che avrei tanto amato fotografare, l'ultimo in particolare, ma appunto ero senza iPhone. Il quartiere e' il più bello in assoluto!!! E' nuovo di pacca (mi spiegavano che hanno cominciato nel 2009) con degli appartamentini strepitosi. Sul mare. Pieno di ristoranti , bar e locali.
Con il museo di arte contemporanea progettato da Renzo Piano: l’Astrup Fearnley Museum.
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| Da Internet |
L'ho visitato alla terza birra perché io l'arte moderna la digerisco solo da ubriaca. Nonostante fossi allegra, la mostra mi ha particolarmente irritata. E' inutile, questo tipo di arte non mi comunica un beato cazzo molto. La maggior parte della mostra è occupata da opere (?) di un artista locale, tale Bjarne Melgaard che a parte scarabocchiare Fuck, Fuck you, Fuck off e Big Cock, molto altro non sa fare (ma è evidente che quella limitata sono io). Che se guardavo una puntata di South Park mi divertivo molto di più e pagavo molto di meno.
C'erano anche lavori di Damien Hirst, tra cui Adam & Eve exposed, che ho trovato rivoltante. Vi invito a cercarlo su Google. Sono una bacchettona? Sono una bacchettona.
La seconda parte della mostra comprendeva una serie di installazioni e opere (di nuovo, il punto interrogativo è d'obbligo) di artisti (idem come sopra) brasiliani.
Io invece ero nella zona a due passi da Grünerløkka: anche quest' area è in pieno sviluppo (o forse dovrei dire riconversione). Un tempo zona triste e degradata, ora molto alla moda, piena di localini, bar, ristoranti, negozi di design e vintage.
Il mio hotel- in cui mi sono trovata daddddio, grazie Alberto - è certificato in quanto eco friendly e molto stiloso.
La stazione centrale di Oslo (Oslo sentralstasjon, abbreviato in Oslo S) con il centro commerciale di Byporten e' vicina alla Oslo Opera House, che ho visto sotto la neve.
Temevo che non avrebbe smesso e infatti non accennava a smettere.
Da là mi sono spostata sulla Universitetsgata per visitare il Nasjonalmuseet (e per stare un po' all'asciutto): vale tutte le corone del biglietto (50, contro i 100 dell' Astrup) e non serve essere brilli. E' bellissimo e va visitato.
Io poi non amo particolarmente i musei e infatti è una pinacoteca:-) La sala più bella è quella dedicata a Munch.
Karl Johans gate è la via principale: forse sto esagerando ma mi ha ricordato gli Champs Elysées.
In piccolo.
Quando ci sono arrivata era già molto buio (nonostante fossero le 16) e nella zona pedonale c'era un mercatino natalizio molto caratteristico ( c'erano stand che vendevano i burger di renna!!) Da li ho cercato il Radisson Hotel (ho chiesto ad un paio di persone e tutti a rispondermi: quale Radisson? Quello con lo skybar! Ho scoperto che ce ne sono 3 o 4 di Radisson) e mi sono fatta un altro drink perché non avevo bevuto abbastanza. Anche qui era d'obbligo una foto della città illuminata dall'alto ma ero sprovvista di mezzi tecnologici.
Oslo ha qualcosa di magico e non vedo l'ora di tornarci!! Magari d'estate. O ancora in inverno, perché secondo me d'inverno rende di più. Ovviamente non scorderò gli anfibi.















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