venerdì 26 ottobre 2012

Eccezionale

Questo weekend, come ormai chiunque qualcuno sa, sarei dovuta partire per il Friuli, per l’evento dell’anno.
Invece rimarro’ a Ginevra come una scema.
A questo Signor Matrimonio, è evidente che l’Antipatica è stata sul cazzo fin da principio.
Intanto se la deve essere presa perchè io avevo umilmente suggerito una nazionalità pugliese, mentre questo Signor Matrimonio qui, è friulano. Ora Signor Matrimonio, come puo’ vedere Lei stesso, i FIGHI si sposano in Puglia. Ma non voglio alimentare sterili polemiche, che tanto Puglia o Friuli, non sarei potuta partire comunque.
Mi permetto di elencare una per una le varie casualità sfighe che mi sono successe e che hanno portato al fallimento della missione “Antipatica in the Friuli Venezia & Giulia”:
1.       L’amica alla quale avrei affidato Kenny (l’unica in grado di soddisfare i criteri imposti dal Manuale del Perfetto Dog Sitter secondo l’Antipatica: ama i cani; si è già presa cura dei cani altrui; conosce Kenny;  non ha figli; non ha cani; lascerebbe dormire Kenny sul letto; anche il marito ama i cani) si è sposata pure lei a fine ottobre (e qui dovrei aprire una parentesi su quelli che decidono di sposarsi in autunno inoltrato. Ci si sposa a maggio o settembre. Punto. Chiudo parentesi) e questo weekend è partita a Parigi per festeggiare in stile l’anniversario. Come darle torto.
2.       L’ex, al quale pensavo di affidare Pucci, da smollare ai nonni materni, decide che se l’Antipatica è andata a New York, bè ci deve andare anche lui. A distanza di 3 gg da lei. E parte dall’Italia. Cosi quando torna da New York, non resta a Ginevra per un’inutile settimana, e no, non va al matrimonio da Ginevra in macchina, come aveva progettato. Eh no, quella va a New York, ci deve per forza andare anche lui.  Dall’Italia. Senza tornare a Ginevra.
3.       La compagnia aerea che mi permetteva di viaggiare col nano, ha aspettato che acquistassi il biglietto per il cane per poi informarmi delle seguenti clausole:
a.       Il cane piu trasportino deve pesare non piu’ di 8 kg (Pucci ne fa già 7)
b.      Il biglietto non è rimborsabile
c.       Il cane deve essere vaccinato da almeno 21 gg
4.       Inutile dire che il Pucci è stato vaccinato dopo il mio ritorno a New York, quindi troppo tardi. Si lo so, avrei dovuto vaccinarlo a luglio, quando il suo vaccino era scaduto, ma a luglio HO AVUTO DA FARE. Tipo un divorzio, tipo un trasloco, tipo un nuovo lavoro. Mi è sfuggito di mente.
5.       Appena atterro da New York dico a Padre: corriamo a comprare un trasportino per Pucci! Lo compriamo, ok pesa 2 kg...ma saranno mica fiscali in aeroporto?!? Un kilo in piu’ o in meno....dai su! Lo porto a casa bella fiera, solo allora rileggo le clausole di sto cazzo e scopro che il trasportino deve essere una soft cage. La mia era rigida. Porca di quella tr....calma e sangue freddo Antipatica. C’è un rimedio per tutto. Si chiama Amazon.fr. Trovo il mio bellissimo trasportino soffice. Mi confermano che arriverà giovedi 25 ottobre (li ho persino chiamati per essere sicura). Lunedi 22 mi arriva una mail che dice che ci sono stati ritardi e che il trasportino verrà consegnato il 2 novembre. Continuiamo a farci del male.
 Ma le sfighe non si fermano qui. Ad essere proprio fiscali, vorrei anche ricordare che
6.       Ho comprato per l’occasione un vestito che adesso, con ogni probabilità, potro’ sfoggiare solo nell’estate 2013 (è un po’ leggerino).
7.       Ho comprato per l’occasione ben 2 (due) paia di scarpe: le prime le ho dovute bocciare, causa inserto nero che non avevo notato al momento dell’acquisto; le seconde PERFETTE per l’outfit ma ahimè un po’ (un po’ tanto) larghe.
Mi pare ovvio che l’Universo Mondo mi abbia detto in tutti i modi e in tutte le lingue: Tu Antipatica, a sto matrimonio, NUN CE DEVI ANNAAAAAA’. Lo capisci o no???
L’ho capito Universo, l’ho capito.
Magari la prossima volta, mandami un’email, una raccomandata, un piccione viaggiatore, smsessami, telefonami, ma dillo subito no? Che io mi sono stressata manco fossi la sposa per questo mariage. Ho perso il sonno, l’appetito, i capelli. Tranquilli, sono sempre la solita figah!:-D
Adesso come minimo mi aspetto un weekend ginevrino sorprendente, un weekend dove mi capiti un evento carico di significato che mi possa far dire a distanza di anni: eh, fossi andata all’evento dell’anno, ma cosa mi sarei persa????
Mi aspetto di conoscere l’uomo della mia vita.
Mi aspetto di vincere all’Euro Million.
O almeno mi aspetto di incontrare una vacca gravida al parco (?) e di aiutarla a far nascere il suo vitellino, che ne so.  (vitellino batte matrimonio 1 a 0, ça va sans dire)
Insomma, mi aspetto qualcosa di eccezionale Universo, intesi??
...
...
Inutile dire che non ci crede nessuno al mio fine settimana eccezionale, qui, a Ginevra.
La fortuna è cieca, mentre la sfiga ci vede benissimo, e la mia ha evidentemente 12 decimi.

sabato 20 ottobre 2012

Nicole



Oggi ho approfittato dell’inaspettata bellissima giornata e sono uscita col Pucci per una lunga passeggiata (non che non esca a lungo col Pucci quando c’è un tempo di merda).

Mentre stavamo tornardo a casa, mi ferma una signora, anche lei accompagnata da un cane, chiedendomi se il Pucci é un pinscher (oui, la mamma é un pinscher, il padre é una scimmia; questa é la tipica frase che dico quando qualcuno mi chiede del Pucci. Alcuni ridono, altri mi dicono che sono cattiva – io? – altri ancora non capiscono la battuta e mi guardano con sospetto) e ci mettiamo a chiacchierare. 

La signora é molto gentile, chiede come mi trovo al paesello, da quanto tempo vivo in Francia, se mi piace Ginevra, quanti anni ha il Pucci. 

Un discorso tira l'altro, cosi capita che Nicole - che scopro avere 66 anni - mi racconta che lei é divorziata da 10 anni. 

Ha avuto tre figli dall’ex marito che 10 anni fa l’ha lasciata per il suo primo amore, rincontrato dopo piu di 30 anni.

Nicole deve essere stata una bella donna, ancora oggi é una signora piacevole, eppure l’unica cosa che riuscivo a pensare era: col cazzo che trovi qualcuno a 66 anni zia! Ma nemmeno a 56 se é per questo, a meno che tu non faccia Stone di cognome e Sharon di nome. Che poi non é vero,  le donne d’oggi sono piu curate, piu attente al loro aspetto fisico, é pieno di signore mature (che espressione fastidiosa, manco stessimo parlando di pesche), che hanno storie, amori, amanti, compagni.  

Io non ne conosco nemmeno mezza, ma non frequento carampane signore. 

Ad ogni modo, ma quanto é stronzo uno che ti sposa sapendo di essere innamorato di un’altra, che fa tre figli con te, che vive al tuo fianco per 36 anni e poi ti molla in piena menopausa per la fidanzatina del liceo??

Ma vedi di andare affanculo va.

mercoledì 17 ottobre 2012

L'Antipatica a New York/3

A grande richiesta, eccoci alla terza ed ultima puntata della ormai famosa rubrica Antipatica goes to New York.
Lunedi sera mi dico: domani se il tempo è brutto mi chiudo al MoMa, mentre se c’è il sole vado a farmi la Circle Cruise.
Martedi la giornata faceva cagare.
Mi preparo, ma dato che sono una ragazza sveglia (?) mi dico: guardiamoci gli orari del MoMa.
Scopro cosi che il MoMa è chiuso ogni martedi.
Macheccazzoooooo.
Per cui, me ne resto a letto a cazzeggiare e poi mi dirigo fino al Pier 83 per passarmi queste 2 orette sul traghetto che mi farà fare il giro di Lower Manhattan.
Siamo passati davanti al Pier 59 (quello che avrebbe dovuto ospitare il Titanic partito dall'Inghilterra), Battery Park, e il palazzo delle Nazioni Unite, che io non ho visto perchè ero intenta a chattare con uno sconosciuto su Facebook, che è rimasto sorpreso dal fatto che fossi da sola.
-          Io viaggio da sola, amico
-          Sembra il titolo di un film
-          Quello era Io ballo da sola, ma va bene lo stesso

Ho rivisto l’Empire State Building, Brooklyn Bridge, Manhattan Bridge, ma la cosa piu' figa è stata Ellis Island e la Statua della Libertà. Com'è piccola e carina! Chissà perchè ho sempre pensato che fosse una cosa gigantesca. Invece no.






Consiglio caldamente a chiunque di visitare il MoMa. Notare la fila strakilometricissima (non finiro’ mai di ringraziare la friend che mi ha fatto comprare il City Pass. City Pass= no fila per l’Antipatica); pareva che mercoledi tutti fossero al MoMa. Il museo si sviluppa su 6 piani.I primi 4 piani sono dedicati all’arte...stramoderna. Ci sono cose simpatiche, tipo un elicottero che penzola dal soffitto, o una disposizione di mobili che nemmeno all’Ikea


o ancora quello che sicuramente è il MIO manifesto

e altre cose meno simpatiche, o meglio arte che io non capisco, tipo installazioni video che uno si dice bah sarà proprio vero che non capisco un cazzo di arte (uno schermo continuava a far vedere volti sfigurati non stop, un altro filmava un tipo che prendeva fuoco), o ancora collage (?) come questo

o opere d’arte (?) come questa

Io ho commesso un errore strategico. Mi sono sparata subito i primi 4 piani e poi mi sono detta: qui ci vuole una pausa. Alcoolica. Sono andata alla caffetteria del MoMa e mi sono bevuta un bel prosecco, che già in condizioni normali mi rende allegra, a stomaco vuoto poi è proprio una botta, per noi gentili donzelle che non reggiamo un cazzo non siamo abituate a bere.
Per cui il bellissimo quinto piano, dove ho visto SI vere opere d’arte, di Dali, Miro, Picasso, Magritte, Mondrian, de Chirico, Kandinsky e Chagall, Gaugin, Monet, Cezanne, Klimt, Munch, Van Gogh, Matisse, mi ha profondamente commossa, e davanti a questo quadro di Modigliani

...mi sono messa a piangere dall’emozione! Ma si puo’??? Tutta colpa del prosecco.
A quel punto ho capito che sarei dovuta partire dal quinto piano, POI bere, e solo allora visitare i 4 piani...che sicuramente mi sarei divertita di piu’ e avrei riso invece di commuovermi.


Al MoMa ho anche scoperto che Umberto Boccioni non è solo il liceo artistico dove ha studiato mia sorella. E’ anche un uomo. Un pittore futurista per l’esattezza. Hahahaha

martedì 9 ottobre 2012

L' Antipatica a New York/2

Lo sapevo che sarei tornata da questa vacanza piu’ stanca di prima. Ma me ne sbatte perchè ne vale veramente la pena. Dunque, il caldo è durato due giorni, giusto il tempo di illudermi (ma cosa l’ho portata a fare la giacca???), perchè è da domenica che le giornate sono grigie, la temperatura è scesa, c’è vento (per fortuna che ho portato la giacca!!!)...e piove. Non sempre, non tutti i giorni, ma piove. Quella pioggerellina odiosa e senza senso che tu pensi: o piovi seriamente o non piovi, no??
Ero tutta contenta perchè proprio vicino a dove abito c’è una piccola palestra dove insegnano arti marziali. Ma anche yoga! Sabato pomeriggio sul tardi, entro per chiedere informazioni e mi dicono di venire il giorno dopo alle 11 (i corsi di yoga si tengono solo il sabato alle 10 e la domenica alle 11). Che sbatta! Questo significa che faro’ yoga solo una volta...bè, meglio una volta che zero. Dimenticavo di dire che yoga qui va alla grande, becco spesso gente che cammina col suo materassino, e ho anche fermato un paio di persone chiedendo: scusa, dove vai a fare yoga?
Una ragazza mi aveva parlato di una scuola di Bikram, che ho sempre desiderato provare, ma mi sono detta: no Antipatica, NO, o finisce che passi le giornate a sudare in uno studio e non ti vedi una beata mazza della città. Pensavo percio’ di avere risolto con la lezioncina della domenica mattina. Tutta fiduciosa arrivo in anticipo, la scuola è chiusa...col lucchetto. Aspetto 5 minuti, aspetto 10 minuti, aspetto le 1115. Bè mi pare chiaro che yoga a sto giro lo saltiamo. Che faccio adesso? Piove, fa freddo...uhuuu guarda, c’è un istituto di bellezza. Mi faccio fare una pulizia del viso, va.
I 40 dollari meglio spesi della mia vita (esageriamo!): un’ora e mezza di relax, stesa sul lettino al calduccio, mentre la ragazza mi detergeva, mi esfoliava, mi massaggiava, mi svaporava (?), mi rimassaggiava, mi idratava...insomma, sono uscita tutta splendente e sono andata in giro struccata per l’intera giornata. Lo so che dopo i 25 anni uscire struccate sarebbe da denuncia (oh yes), ma vi assicuro che avevo un faccino fresco, luminoso, levigato e compatto:-)
Il pomeriggio ho deciso di dedicarlo allo shopping e sono andata a Century21. In realtà non ero particolarmente convinta perchè avevo letto pareri discordanti al riguardo ( e anche perchè il serial killer qui di fianco ci aveva portato la moglie il primo giorno), ma mi sono ricreduta. Intanto è a Wall Street, per cui mi sono detta: al massimo, se mi fa cagare non mi piace, avro’ visto Wall Street. Arrivo e mi imbatto nei ragazzi di Occupy Wall Street. Scrivo subito un sms a Padre: Sono a Wall Street, con quelli di Occupy!! Risposta (testuale): Bella li’! Abbracciali da parte mia.
Come amo ripetere: non tutti hanno avuto la fortuna di avere i genitori comunisti...
Io comunque, a vedere tutte le banche e gli uffici, pensavo solo a Lui, a Patrick Bateman. E qui sarebbe da aggiungere: non tutti hanno avuto la fortuna di avere una figlia psicopatica...
Dicevamo, Century21: che figo! E’ parecchio incasinato e bisogna avere tanta pazienza, ma si puo’ trovare della bella roba, a prezzi piu’ che ragionevoli. Ho evitato di proposito il reparto chaussures e mi sono autolimitata al piano abbigliamento. E ho preso anche un Chubby Stick di Clinique, lo confesso, ma una percentuale andava alla ricerca sul cancro al seno!
Uscita da Century21 mi sono accorta di essere ad un passo dal World Trade Center: qui l’atmosfera si fa diversa. La gente parla a bassa voce. C’è un misto di rispetto, partecipazione, compassione. E’ toccante.
Ci vuole un bicchierino. Decido di tornare verso casa e scopro un bel baretto gestito da sudafricani, il Kaia Wine Bar. Mi fanno assaggiare uno sparkling wine: Graham Beck Brut Rose, veramente delizioso.
Lunedi fa sempre freddo ma almeno non piove. Stupidamente non prendo la giacca perchè vedo che c’è un po’ di sole (non durerà a lungo), e mi avventuro fuori solo con la felpetta con cappuccio presa da Victoria’s Secret. Grave errore.
La mattina me la passo, udite udite...al planetario!!! Che figata!! L’ultima volta che sono stata al planetario ero a Milano ed andavo alle elementari. Brava scema, chi se lo ricordava che il planetario era qualcosa di cosi interessante? Chissà se a Ginevra ce n’è uno, immagino di si. Controllero’.
In realtà sono andata al Museo di Storia Naturale, che non mi ha impressionata da piu’ tanto (l’unica cosa degna di nota è il mio peso sulla Luna: 7kg e 30 grammi haha) e che mi ha ricordato un po’ il Cern (ho anche visto un filmato sulla teoria del Big Bang...ma la voce narrante era quella di Liam Neeson, vuoi mettere?). Il biglietto pero’ consentiva di assistere allo spettacolo? Non so bene come definirlo, si chiama Journey to the Stars (voce narrante: Whoopi Goldberg) ed è stato interessante e ricreativo; insomma sti americani sanno bene come intrattenerti.
Il pomeriggio ho fatto la mia solita maratona camminata, inframezzata da pausa cinema. Sono passata di fianco al Lincoln Center, faceva freddo, ero stanca, e cosi ho deciso di spararmi un’ora e mezza di film con quel figo di Joseph Gordon-Levitt. Figo mica tanto perchè credo (spero) l’abbiano pesantemente truccato per farlo somigliare il piu’ possibile ad un giovane Bruce Willis. Il film si chiama Looper. Prima di arrivare al cinema sono passata davanti alla Julliard School of New York, e ho pensato: ahhhhh se solo avessi 15 10 anni di meno, me ne verrei qui, a studiare alla Julliard, e diventerei una ballerina, e lavorerei per il New York City Ballet. Certo, come no.
Cammina che ti cammina arrivo all’Empire State Building.
In questi giorni noto come ogni luogo mi ricordi...delle serie americane. Vedo Bloomingdale’s? Ohooo dove lavorava Rachel! Vedo Barney’s? Ohooo Will & Grace ci vanno ai saldi! Vedo l’Empire? Ohoo Chuck e Blair di Gossip Girl...è evidente che non ho un beato cazzo da fare nella vita. Non ho un beato cazzo da fare nella vita, ma non potevo non fotografare la HBO, dato che mi sento molto Carrie Bradshow dei poveri:-)

Se la vista da Top of the Rock mi aveva lasciato senza fiato, la vista dall’Empire dà alla testa. Intanto siamo 20 piani piu’ in alto (87 contro 67), e poi avevo pure l’audioguida in italiano, con la
signora Antonella, dal forte accento romano, che mi ha raccontato la rava e la fava storia dell'edificio "piu' romantico della città".





Un’altra cosa che noto con piacere è che qui tutti sono gentilissimi (l'ho forse già detto?): le commesse mi chiamano honey (e NON madame come a Ginevra) e i gentiluomini (haha) mi aprono le porte e mi chiamano sweetheart. Questa città è decisamente di mio gusto.

domenica 7 ottobre 2012

L’Antipatica a New York/1

Giovedi mattina sono partita per New York. Chi se l’aspettava sto volo della morte. Lungo, lunghissimo. Mi sono vista 3 film: l’ultimo di Tim Burton di cui non ricordo il titolo, particolarmente noioso; poi Rock of Ages, un musical! Veramente carino, o sympa come direbbero i francesi e infine Spiderman che io credevo fosse il seguito dell’ultimo Spiderman, solo con attori diversi, e invece no, è ancora l’identica storia di
1.       Peter Parker sfigato
2.       Peter Parker morso da un ragno
3.       Peter Parker diventa Spiderman
4.       Peter Parker combatte contro il cattivo di turno (questa volta era l’uomo lucertola)
5.       Peter Parker vince
Ero molto contenta perchè avevo ordinato un pranzo vegano sull’aereo, che mi era stato confermato: insalata, riso basmati con verdure, prugna. Molto bene. Peccato che quando è arrivata l’ora della merenda Swiss mi ha proposto pizza e gelato. Non ho capito: secondo Swiss io sono vegana solo a pranzo? Il mio compagno di viaggio è stato un ragazzo Israeliano (ma che combinazione) con cui continuo a sentirmi via mail anche se ancora non siamo riusciti a beccarci.
Il controllo passaporti è stato un altro incubo lunghissimo, 1 ora e mezza di fila e di attesa.
Finalmente esco da JFK e Jamarr, il ragazzo che mi affitta la stanza, mi porta a casa. Jamarr è un ex marine convertitosi alla stand up comedy. Insomma fa l’attore: spettacoli, pubblicità, televisione...secondo me col cazzo che sfonda. Non è malvagio ma mi irrita. Peccato, avrebbe avuto tutti i numeri per portarmi a letto (ex militare, di colore, ammmmerrricano) mais no, grazie, comunque no grazie. Lui ci spera (è da quando ho messo piede a New York che mi fa battute) ma proprio per questo: anche no amico. Stamattina stavo scrivendo una mail a Madre (a Padre scrivo sms quotidiani; solo per sapere come sta Il Pucci, c’est clair) ed è entrato in camera MIA, ha preso una MIA banana, e si è sdraiato di fianco a me sul MIO letto. Ok che è casa tua, ma io sto pagando per la stanza, fai anche quello che se ne va, cosa ne dici? Gioia avrei bisogno di un po’ di privacy ora, ti spiace?? Va bè. Poi dicono che sono antipatica...
Comunque, primo giorno a NYC: fa caldo. E chi se l’aspettava. Fa piu’ caldo che a Ginevra (sai che sforzo). C’è il sole. Vado in giro in CANOTTA. Arriviamo a casa di Jamarr: l'edificio non è niente di che, mentre l'ascensore puzza di piscio. Non esattamente un bel biglietto da visita.
A breve notero' che fuori dal palazzo ciondolano di continuo personaggi ambigui. Poco male, io e la racaille andiamo d'accordo.
L’appartamento non è male, abbastanza grande ma buioooooo. La mia camera spacca pero’: lettone, TV, mille cassetti (che sono ovviamente rimasti vuoti), tempo un’ora e somiglia già ad un campo di battaglia, cosi, per dargli quell’aria vissuta...vado al market vicino casa per prendere un paio di cose (acqua e frutta): aria condizionata a palla.

Jamarr va a prendere gli altri ospiti, una coppia di francesi. Gli dico: hey, se dormo svegliami quando arrivate, che voglio salutare i francesi. Mi sdraio per “giusto un riposino”. Mi sveglia Jamarr: siamo arrivati.
Ecco bravi, salutameli tu i francesi, io non riesco ad aprire gli occhi, ci vediamo domani.
Dormo per 10 ore filate.

La mattina mi sveglio e conosco la coppia: Michel e Marion. Lei carina, lui brutto come la fame e con l’aria del serial killer disadattato. Mi chiede subito l’amicizia su Facebook. Non faccio in tempo a bloccarlo da...qualunque cosa (no foto, no bacheca, no tutto) che già mi scrive. Loro andranno a Wall Street e poi a Century21 per lo shopping, io invece decido di farmi un giro a Central Park.

Sono terrorizzata dall’idea di perdermi, perchè sono notoriamente un’IMPEDITA, e inoltre non ho neanche mezza cartina. Non ho veramente idea di come orientarmi ma mi dico: Antipatica...andiamo a cazzo, che funziona sempre.
Ha funzionato.

Arrivo a Central Park (e come ho fatto? E che ne so? Ad essere sincera, abito a 10 minuti dal parco, in un modo o nell’altro ci sarei arrivata) e mi faccio sto giro. C’è gente che fa jogging, gente che urla al cellulare (e no, non erano italiani), gente che porta a spasso il cane (Pucci mi manchi tantissimo), bambine che giocano a calcio sorvegliate dal coach...che figo. Mi sento una newyorkese. Esco dal parco e mi ritrovo sulla Fifth Avenue (odddddio sono sulla Fifth!!! Ad un certo punto ho anche beccato Tiffany’s e mi sono maledetta per non stare indossando un tubino nè star mangiando un croissant), proprio sulla Museum Mile. Bella.

Prima di partire ho comprato il City Pass dietro consiglio di una mia amica: mi consente di visitare Metropolitan Museum, MoMa, Guggenheim o Top of the Rock, Museum of Natural History (che poi sarebbe il Planetario), Empire State Building, Statua della Libertà & Ellis Island o Circle Line sightseeing cruise. Il Metropolitan e il Guggenheim non sono lontani. Arrivo al Guggenheim e la fila è impressionante: mi passa la voglia. Dopo qualche isolato sono al Met. Il Met è enorme, anche se si sviluppa solo su due piani, piu’ il mezzanino. Il secondo piano è quello che mi interessa di piu’ (al primo c’è arte ellenica, etrusca, romana, e poi arte africana, asiatica, dell’Oceania, il barocco, qualcosa di arte moderna e contemporanea): impressionisti come se piovesse e pop art. C’era anche qualcosa di Cattelan e Koons (ho visto Michael Jackson e Bubbles haha). Un paio d’ore ben spese.

Esco dal Met e cammino. E cammino e cammino e cammino. E quanto è lunga la Fifth Avenue? Parecchio. Ad un certo punto alla mia destra vedo qualcosa di familiare. Masssi’, l’ho visto nei film, l’ho visto a 30 Rock...ehi aspetta un attimo, questo E’ 30 Rock! Sono al Rockfeller Centre, di fianco agli studi NBC. Oh guarda, ho anche un ticket per Top of the Rock...che faccio? Ormai sono qui, let’s go! Let’s go un par di palle, visto che devo aspettare le 1620 per salire (sono le 1430). Va bè, mi faccio un giro per negozi. Riprendo a camminare, per fortuna che la Glaceau ha inventato la Vitamin Water, ne bevo a litri.



Finalmente arriva il mio turno per salire al 67esimo piano. La vista è obiettivamente mozzafiato. La città è immensa e io non posso fare a meno di pensare: ohcccazzo, mi manca Ginevra. La mia piccola, piccola, piccola Ginevra. Sarà l’età, sarà che sono un’abitudinaria del cazzo, ma dopo 5 anni vissuti tra paesini campagnoli francesi e Ginevra, non sono piu’ abituata a realtà urbane come possono essere Londra (lasciata nel lontano 2004) o New York. Che tenerezza che mi faccio; mi darei quasi una pacca sulle spalle...ok, New York vista dall’alto: figa; ora torniamo a casa perchè credo che potrei svenire di fatica. Mi avventuro in metropolitana? No, torniamo a casa  A PIEDI! Non avevo ancora capito che New York è FACILE da girare (e se lo dice una torda come me, è vero), cosi mi ritrovo in Madison Avenue...senza sapere da che parte andare. Arrivo a Park Avenue (odddddio sono a Park Avenue!!!): bene e adesso? Per fortuna che la città è piena di gente gentilissima che mi spiega come arrivare a casa (in quel momento HO CAPITO come muovermi e orientarmi: downtown e uptown, per cominciare. E poi 5th, Park, Lexington, 3rd e 2nd). Torno a casa che non sono stremata, di piu’. Dormo altre 10 ore.





Altra giornata di sole, yes! Oggi faccio quella che prende la metropolitana, che va bene camminare e tutto, ma non è che mi sto allenando per la maratona. Scendo a City Hall e mi faccio il ponte di Brooklyn, allez retour. Diiiiiiiiio quanto mi sento newyorkese (newyorkesi sul ponte: zero. Ma io mi sento newyorkese ugualmente). Riprendo la metro e scendo a Union Square (ah, solo una fermata?). Da Union Square vado sulla Broadway...anche in questo caso, la domanda è sempre la stessa: e quanto cazzo sei lunga Broadway? A me pare che ste strade non finiscano MAI. A me pare di camminare per kilometri, senza vedere mai la fine. A me pare che adesso stramazzo al suolo. Quanto vorrei un massaggio. Neanche a farlo apposta, giro la testa e leggo: MASSAGE. La cinese fuori dalla porta non lascia il tempo per nessun tentennamento o ripensamento (ma io non ne avevo la forza comunque), mi prende per un braccio e mi fa salire. Io mi aspettavo un posto à la Paolo Sarpi, vista la gestione mandarina, ed in effetti è cosi:-) Il posto è grande e pulito, la colonna sonora è cinese. Oh-oh il massaggio me lo farà un ragazzo. Ecchissenefrega. Full body chéri, 60 minuti please. Un’ora dopo sono un’Antipatica rinata. Sono talmente in forma che mi sento pronta per un’ulteriore maratona. Da Brodway arrivo a Madison Square Garden (odddddio sono a Madison Square Garden!!!!) e mi spingo fino a Times Square (odddiiiiiiio sono a Times Square!!!!). Times Square mi flasha parecchio: sembra veramente di essere sul set di un film...è irreale. L’atmosfera è particolare; mi sento strana.
Forse è solo un calo di zuccheri.




Faccio quella che decide di tornare a casa. Solo che voglio alcolizzarmi bere per cui mi metto alla ricerca di un bar. Manco a pagarli. New York è piena di ristoranti, caffè, negozi che vendono di tutto, ma i bar sono rari (ovviamente parlo della MIA zona di competenza: dalla fifth alla second). Finalmente, quasi arrivata a casa e di conseguenza quasi avendo perso le speranze, trovo un bel bar sulla 79esima e Lexington. Mi bevo due prosecchi che sono sufficienti per farmi tornare a casa barcollando: buonanotte New York.

lunedì 1 ottobre 2012

I miei piatti vegani e il Ciccio

Questo doveva essere il nostro* weekend di devasto, ma è stato piuttosto un fine settimana culinario.
Si, a Ginevra il tempo non è stato affatto clemente, e non è che ci abbia invogliato a uscire. Cosi ci siamo limitati a un paio d’ore sabato sera allo Scandale dove io ho trincato champagne a go go, mentre il Ciccio ci ha dato dentro con la Carlsberg alla spina.  
Pero’, io ho dato sfogo alla creatività in altro modo ed ho proposto imposto al Ciccio un fine settimana vegano. Il risultato? Piatti che sono molto piaciuti a quanto dice lui...e pero’ non so come mai, ma ieri il Ciccio mi ha chiesto timidamente implorato di portarlo dal kebabbaro fuori dalla mia scuola di yoga. Io gli volevo offrire imporre l’assiette vegetariana, ma non sopporto gli uomini lagnosi, e cosi ho concesso l’assiette libanese, quella col pollo.
Stasera lo porto all’Holy Cow e anche in questo caso mi mostrero’ magnanima e gli permettero’ di mangiare l’hamburger. E le patatine.  Mi sento particolarmente generosa.
Questi sono i piatti che ho preparato con tanta cura (l’ingrediente segreto? Tanto ammmmmmmore):
1.       Broccoli e tofu. Detta cosi, sembra ‘na schifezza e invece il risultato è sorprendentemente delizioso. Il segreto? Friggere il tofu.

2.       L'ormai celeberrimo classico guacamole à la Brie e melanzane à la Giuls (il Ciccio ha perso la foto)
3.       Quinoa e verdure saltate

4.       Zucchine e funghetti  con cous cous e lenticchie

Ho persino fatto bere al Ciccio un delizioso cappuccino con latte di soja! Guardate che bella schiuma!!

La cucina vegana spakka.
mio e del Ciccio

PS: in questo pigro weekend, il Ciccio mi ha fatto scoprire una nuova serie TV, di cui sia io che il Pucci ormai siamo grandi fan: SONS OF ANARCHY. Questo è il protagonista ma NO, non è per lui che adesso mi guardo la serie, proprio no. E' la storia che mi affascina. Lo giuro!