mercoledì 4 settembre 2013

Ich bin (k)ein Berliner

Amici del blog, dopo settimane di silenzio sono tornata per raccontarvi del mio weekend berlinese.

Io il compleanno lo festeggio a Berlino, volando in Business Class, ingozzandomi di arachidi che nemmeno un elefante e bevendo champagne come se non ci fosse un domani.

Volevo arrivare a Berlino ubriaca, e ho mantenuto la promessa. 
In effetti con la mia compagna di sbronze, nonchè di avventure, nonchè sorella, abbiamo tazzato per 2 giorni e mezzo di fila.

Ciononostante, ho ricordi vividi e chiari della città. Città che non mi è piaciuta.

Non essendoci mai stata, me la immaginavo cosi come la descrivono: una città giovane, vivace, piena di artisti, di fermenti, di vita. Bah, sarà. Io ho visto solo gente brutta, sciatta, che non sorride mai.

La città è obiettivamente una metropoli che funziona perfettamente. Poter viaggiare in metropolitana alle 4 del mattino ha molta presa su di me. Sarà che sono cresciuta a Milano (mezzi pubblici? Hahaha facciamoci una grassa risata) e vivo a Ginevra (mezzi pubblici? Ma se te la giri a piedi in un’ora), ma sapere che posso andare da A a B passando per C perchè

  •     Abbiamo sbagliato direzione
  •     Dobbiamo prelevare 
  •     Non dico il terzo motivo perchè mi vergogno

e muoviamoci che si sono fatte le 5, mi dimostra che la città è avanti ed è degna di considerarsi una vera metropoli europea.

Anche il fatto che puoi mangiare e bere e continuare a mangiare e a bere perchè non costa un cazzo senza pensieri, è una di quelle cose che ti fanno apprezzare il viaggio.

La mia infatti non vuole essere una critica; semplicemente ho trovato la città un po’...lugubre? Forse sto esagerando, ma sicuramente non è una città spensierata. E’ invece angosciosa, angosciante e angosciata –secondo il mio antipatico parere. Sarà anche che gli avranno sfrantecato i coglioni col nazismo (bè, ma potevano comunque farci una pensata, prima di sterminare milionate di persone) – mia sorella mi ha portato a vedere il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (in tedesco: Denkmal für die ermordeten Juden Europas), progettato da Eisenman (mia sorella è architetto; io mica lo sapevo): capisco la delicatezza dell’argomento trattato, ma non è che piloni di calcestruzzo grigi che ricoprono una piazza trasmettano gioia e vitalità. Immagino NON sia questo lo scopo, e pero’ cosa vogliamo fare?? Metterci a sindacare sulla mia opinabilissima opinione?? Mollatemi.


Diciamo che non credo mi trasferiro’ presto a Berlino, mettiamola cosi. Ora che lo sapete, potete dormire sonni tranquilli.

La sera del mio compleanno ho graziosamente accettato la proposta di mia sorella, ovvero di andare a ballare.

“Siamo a Berlino, non possiamo NON andare in un club”
“Ma cazzo, ma vacci tu al club! Io voglio andare a dormire per bar”
“No!”
“Va bene, andiamo a ballare”

E’ stata dura convincermi.

Spulciando per internet alla voce “club di Berlino” sono incappata nel Berghain, che a quanto pare è un club superfighissimochenonèugualeanientaltroalmondoenonseinessunosenonseistatoalBerghain.

In rete si trovano articoli su articoli su quanto sia complicato e difficile entrare al Berghain. Tu ti spari code chilometriche e poi la security scuote il capo e tu non entri. Siamo arrivate alle 5 (ma il locale resta aperto fino a mezzogiorno) immaginando il vuoto intorno a noi: col cazzo! Ci siamo fatte un tre quarti d’ora di fila, con un vento maligno, e con davanti un gruppetto di moldavi e dietro una coppia di francesi lesbiche. 
Ah già, il club è famoso per essere gay friendly e per avere al suo interno le dark room, dove entri e non sai se esci. Ad ogni modo, uno dei consigli che girano in rete è: prova a sembrare piu gay che puoi. Mah.

Ovviamente io e mia sorella siamo entrate, anche senza limonare davanti alla security. Abbiamo notato che in linea di massima, le coppie di ragazze entravano senza problemi. Le coppie uomo-donna venivano rimbalzate. I gruppi di tre (2 donne un uomo o 2 uomini e una donna) idem. I tre moldavi pero’ con nostro grande disappunto sono entrati. In quel momento ho capito che il Berghain mi avrebbe deluso. 
E infatti...MA CHE SONO FINITA IN UN CENTRO SOCIALE? Si Antipatica, si.

Un enorme capannone su due piani, cessi sporchissimi, fumo – nel senso di fumogeni (???) e sigarette (a Berlino si fuma ovunque), musica OK – non è che mi aspettassi di ballare sulle note di Lady Gaga, gente tranquilla (ma pur sempre brutta). Ho resistito fino alle 7.


Poi siamo andate a mangiare i felafel, che ballare quei 75 minuti mette un certo appetito.

lunedì 8 luglio 2013

C'est déjà l'été

L'estate è arrivata anche a Ginevra e pare voglia restare per un po' (le ultime parole famose?).

Io trascorro le mie giornate esattamente come le trascorrevo questo inverno: ufficio - yoga - parco - casa. Ma le sere, invece che passarle al chiuso (vedi Les Halles de l'Ile, vedi Buddha Bar, vedi Le Baroque) me le passo a La Terrasse . Anche perchè la raggiungo a piedi in 4 minuti netti. 

Quanto mi piace La Terrasse. 
OK, ti servono il vino nei bicchieri di plastica e un prosecco lo paghi 12 franchi, ma l'atmosfera è giovane, fresca e rilassata. Trovi le ragazze con la Balenciaga, cosi come i ragazzini che si improvvisano freestyler, il tipo che lavora in banca, cosi come lo studente. C'è anche un sacco di gente che si fa dei gran cannoni porta i propri cani e tante volte avrei voluto fumare anche io portare con me la belva, conosciuta col nome di battaglia PoochiePoo (Puccipu), ma desisto sempre. Perchè Pucci è un ROMPICOGLIONI e a volte anche l'Antipatica ama rilassarsi e sdraiarsi sull'erba (provando a sedurre l'ultima new entry, l'Israeliano 26enne che pero' non ci si fila neanche a pagarlo...ma noi, imperterrite, continueremo nella mission: impossible -  la seduzione del giovane Israeliano) senza avere cucciolini adorati tra le palle.

Dopo aver sperperato parecchi franchi durante i saldi (non ho osato fare un terzo update, per questioni di decenza, comunque ho comprato altre cianfrusaglie bellissime & inutili - i due criteri che seguo quando faccio shopping), passo il tempo a lamentarmi del fatto che vivo con 400 franchi al mese col mio nuovo best friend, Thomas delle Risorse Umane. Lui mi capisce perchè è separato con due figli a carico e tanti alimenti da pagare. Ovviamente quella messa peggio sono sempre io perchè non ho alimenti da pagare, ma l'intero staff di Net a Porter da mantenere. 

A proposito di Risorse Umane, sto studiando per diventare CIPD qualified. 
Perchè? Mah, non saprei, me lo chiedo spesso anche io. Il proposito era: "non voglio passare l'estate come ho trascorso l'inverno: ubriaca. Voglio fare qualcosa di concreto. Prendero' una certificazione". Il risultato è che non solo sono sempre ubriaca, ma in piu' ho anche dei compiti da fare

Con TomTom siamo anche andati a La Comete, a fare gli alternativi.
Io ero l'unica in mezzo a punkettoni, punkabbestia, freakkettoni eccetera ad avere le Louboutin ai piedi (cos'altro??), ma uno di questi punk mi si è avvicinato complimentandosi per la scelta (Louboutin?? Ahhh, j'adore!!). Bè, che dire, il mio stile piace a tutti.

PS: ho provato per 50 minuti a caricare un video della serata alternativa e non ci sono riuscita. Fanculo.







venerdì 14 giugno 2013

Tel Aviv? No, saldi (re-updated)

Sono una blogger ( ?) da quattro soldi, e a differenza di New York 12 e 3, non ho nessun reportage da proporvi riguardo alla mia meravigliosa vacanza trascorsa nella città che più preferisco al mondo : Tel Aviv.

Per farla breve: non ho scattato nessuna foto, ho dormito moltissimo, ho bevuto di più, ho fatto yoga tutti i giorni, soprattutto Ashtanga, che amo alla follia (purtroppo qui a Ginevra lo faccio solo una volta alla settimana, gli altri 5 giorni faccio Hatha yoga. Giovedi è il mio giorno di riposo. Mica per altro, ma il bel Mathieu, che tiene il corso serale, è tanto carino quanto soporifero), ho flirtato con cantanti americani, con soldati senza un braccio, con giovani 24enni, con cugini di principi, ho litigato via Facebook (come solo io so fare) con un impedito – il genere di uomo (uomo?) che ormai incontro sempre più spesso -  ma ognuna ha gli impediti che si merita -  ho partecipato allo Shabbat con tanto di preghiere, ed ho avuto conversazioni illuminanti del tipo:


- Jay, I just wanna be Jewish
- OK, the most important thing is: do you believe in God?
- Oh Lord, no way!
- Then beat it, dummy!


Una vacanza bellissima, Tel Aviv non delude mai e non vedo l’ora di tornarci. 

Anche perchè ho dimenticato di cambiare 400 fetecchie shekel israeliani.

Ma lasciamo da parte la mia città del cuore, e parliamo di cose ben più serie: i saldi.
Nell’attesa che Net a Porter ci faccia il piacere di dare il via alla stagione dello sconto selvaggio, ho stilato una piccola lista di cose che vorrei/potrei comprare. Una wish list, insomma. 



Intanto da un’altra parte (eh??? Dove??? Dicci!! È inutile, sono già finite...credo di aver comprato io l’ultima) ho già acquistato una pochette – pardon, volevo dire clutch,  di quelle che piacciono a me, belle grosse (io di una pochette minuscola non me ne faccio niente. Ci devo mettere il MAZZO di chiavi – si, io vado in giro con 6 copie 6 delle chiavi di casa – l’iPhone, il portafogli, il rossetto o il lucidalabbra, lo specchietto, il portamonete. Mi serve una busta grande). É la De Manta in satin di Alexander McQueen




 




Per la serie inarrivabili, con o senza saldi, uno QUALUNQUE dei vestiti di Victoria, Victoria Beckham. Il bordeaux è il mio prediletto. Arriverà il giorno in cui potrò permettermeli.





Uno dei miei stilisti preferiti è Alexander Wang, e vado matta per la linea T by Alexander Wang (si, mi piacciono tutte le seconde linee, a quanto pare), quindi so già che comprerò a casaccio qualcosa di suo. Sono capi sempre molto basic, che vanno bene un po' con tutto, in ufficio con un blazer, la sera con dei tacchi vertiginosi, insomma, sono molto versatili.


 







Non potendomi permettere neanche un bottone di Erdem, ripiegherò su Zara (bien sûr).
Voglio fiori, fiori e fiori (so che farò storcere il naso a mia sorella...e non solo a lei: beh, non capite niente!!!! Vi voglio molto bene).










Ma voglio anche questi vestiti, perchè sono una che non ama mostrare i propri tatuaggi (apro una parentesi: siamo a quota 7):



Ora che tornero' castana, potro' finalmente permettermi il giallo (e stare bene...adesso lo indosso ugualmente e faccio cagare ma il risultato non è dei più convincenti)








Inutile dire che sicuramente comprerò tutt'altro.

Update: per vostra info i saldi su Net a Porter sono cominciati stamattina.
Cominciati malissimo perchè il sito funzionava demmmmmerda.
Temo fossero sotto attacco. L'attacco di un branco di assatanate, me compresa, che stamattina in giro col Pucci sbraitavo contro il cellulare perchè non mi caricava la pagina.
Comunque ho riempito il mio bel carrello e dopo aver quasi avuto un attacco cardiaco alla vista del totale, ho lasciato perdere. Sapete com'è, vivo a Ginevra (mi costi, ma quanto mi costi) e non posso piu' contare sulla mia dolce metà, ovvero la carta di credito del mio ex. Ecco quindi che tutti i miei vestiti di T by Alexander Wang e Helmut Lang e Alice + Olivia e McQ Alexander McQueen sono stati cestinati.
Ho solo tenuto loro, perchè toglietemi tutto, ma non le scarpe.

Jimmy Choo Cosmic Leather Pumps

Update dell'updateho la febbre da saldi, e chi mi ferma piu'.
Ormai continuero’ fino a luglio inoltrato a fare l’update dell’update dell’update dell’update...vi ricordo che da Zara i saldi non sono ancora iniziati ed io non ho ancora comprato nulla con motivi floreali.
Per intanto, sappiate che i saldi invece sono iniziati eccome anche su my-wardrobe.com, dove non avevo mai comprato prima d’ora, ma c’è sempre una prima volta per tutto.
Questo è il pezzo forte: un paio di jeans di Hudson  - eccheccazzodimarcaè? L’ho sentita per la prima volta qualche tempo fa perchè la figlia di Mick Jagger è la loro testimonial (e un bel chissenefrega?). In realtà - adesso si scoprono gli altarini dell’Antipatica - questo modello l’avevo visto su Alessia Marcuzzi e avevo  fatto due piu due: io metto i jeans Hudson e le mie gambe diventeranno kilometriche come quelle di Alessia! Il ragionamento fila che è una meraviglia.
Dai, lo sanno TUTTI che l’optical e le righe verticali allungano, quindi almeno l’illusione ottica di avere delle gambe (un po’) piu’ lunghe del solito la daranno. O no?


Hudson striped mid-rise super skinny jeans


Già che c’ero, ho anche comprato uno e due

Markus Lupfer

Splendid

Come accennavo prima, una delle mie ultime fisse è il bordeaux, detto anche burgundy, detto anche brandy wine, che sarà uno dei colori MUST della prossima stagione, quindi va da sé che se non hai nell'armadio un po' di brandy wine non sei nessuno quest'inverno!
E i vostri acquisti??

giovedì 25 aprile 2013

IHP Italian Horse Protection Association

Il mio capo è a Tokyo fino a domenica : questo significa che lavoro la mattina e il pomeriggio ho piu’ tempo libero mi faccio una gran manica di cazzi miei.
Avendo concluso la fase scatoloni, invece di passare il tempo a fare shopping online (basta scatole, basta), spulcio in rete di qua e di là.
Dopo aver scoperto che la farina di ceci puo’ sostituire lo shampoo, e che per allargare scarpe troppo strette bisogna metterle in freezer, dopo essermi letta mille interviste – alcune del Paleolitico ma sempre gustosissime - di Sabelli Fioretti sono capitata su questo sito: http://www.horseprotection.it/ tramite un articolo di D, la Repubblica delle Donne .
Lo confesso, prima di arrivare a questo articolo mi ero letta tutta la sezione moda, poi tutta la sezione beauty, poi tutta la sezione sesso, poi tutta la sezione personaggi  (dal che si deduce che le scarpe mi interessano molto di piu’ dei giochi erotici ).
Non avendo piu’ altro da leggere, ho clickato sulla sezione famiglia, dove mi ha colpito subito un titolo: Gina la mia adozione pelosa.
Credevo si parlasse di gattine o cagnoline e invece si parla di cavalli.
Fin da piccola ho sempre desiderato andare a cavallo ma i miei invece di mandarmi a equitazione pensarono bene di mandarmi a studiare pianoforte. No comment. La mia amica del cuore dell’epoca si chiamava Milena. Milena aveva una pinscherina bellissima e dopo scuola andava a equitazione, io avevo (ho) una sorella che in famiglia avevamo soprannominato Attila e dopo scuola dovevo suonare Bach.
Sono andata a cavallo per la prima volta una decina di anni fa, quando vivevo a Montpellier, ed ho scoperto che cavalcare non è facile come sembra (ma dai?) e che forse l’equitazione avrei dovuto cominciarla da piccola. Tant’è, ora ho una love story con lo yoga per cui ho massima fedeltà e devozione.
Ma chiudiamo questa parentesi sulla mia infanzia pianofortara.
Ci tengo a promuovere il sito di Horse Protection perchè permettono di adottare a distanza uno dei loro ospiti (io ho adottato Lapo; non potevo farmi sfuggire un cavallo con quel nome).
Per 70 euro Lapo è adottato per un anno.
Ma è anche possibile donare del fieno o del mangime o fare una donazione libera. Si puo’ svolgere del volontariato (l’associazione si trova in Toscana) e si puo’ inviare loro il materiale necessario alla cura e al mantenimento dei cavalli, come mangime, materiale veterinario, coperte ecc. Il sito spiega tutto molto bene.
Andate a cliccare sulle foto dei cavalli, sono storie strazianti.
Se potete, aiutate l’associazione.
Grazie:-)

mercoledì 17 aprile 2013

Post inutile

In questi giorni non ho granchè da fare, a parte impacchettare tutta la mia roba. Ho cominciato ieri, ho riempito due scatoloni, uno di scarpe (me ne restano ancora un trilione circa) e uno di vestitini (me ne restano ancora un trilione circa), che tanto hanno detto che torna l’inverno.

E poi i jeans, le giacche, le gonne, i cappotti: si, questa volta gli scatoloni saranno fatti per genere e non a cazzo di cane come a luglio.

Magari riesco anche a buttare via qualcosa (non ci crede nessuno).

Poi mi sono stufata e sono andata a guardarmi Grey’s Anatomy, che obiettivamente non si puo’ guardare. Sono un po’ in panico perchè quelli di Swisscom, con cui ho appena stipulato un contratto Internet + TV, mi hanno spiegato che saro’ la prima della mia palazzina ad usufruire della fibra ottica, e che dovro’ attendere ben 5 (cinque) settimane per l’attivazione.
Questo significa 3 (tre) settimane senza internet  a casa, ovvero la morte.
Ora che ci rifletto pero’, significherebbe la morte se fossi nel paesello francese, ma dal primo maggio vivro’ a Paquis, e quindi chissenefrega se non ho internet!
Questo è un periodo in cui non sto proprio benissimo, ma non voglio entrare nei dettagli.
Pero’ è evidente che mi ha preso un non so bene cosa perchè sono impazzita per LE STAMPE (si, ho detto stampe) e per i COLORI ACCESI, io, che di solito mi vesto di...nero. E quando mi sento in forma metto il rosa.
Questi sono i miei ultimi acquisti, ma si puo’?? Vi assicuro che mi stanno daddddio (la solita modesta, ci mancherebbe).

Zara

Zara

Zara

Michael Michael Kors, Net a Porter

mercoledì 3 aprile 2013

L’Antipatica si trasferisce a Ginevra

Ebbene si, abbandono mamma Francia.
Sono arrivata a Montpellier quasi 9 anni fa, il 24 aprile 2004 (era un sabato), perchè avrei cominciato a lavorare lunedi 26, e non me ne sono piu’ andata (se non consideriamo quei due annetti e mezzo a perdere tempo lavorare tra l’Arabia Saudita e l’Oman e il Kazakhstan e altre amene località).
Ma tutte le storie d’amore finiscono (e io lo so, ahhhh se lo so), e quindi Francia ti lascio.
Il primo maggio mi trasferisco nel cuore di Ginevra, sissssi, ho proprio detto cuore di Ginevra.
Il quartiere si chiama Paquis. L’ho scelto per un motivo principale: la mia scuola di yoga è làJ
Ma ci sono tante altre ragioni: non saro’ particolarmente lontana dall’ufficio, traffico permettendo, la vita notturna spakka, la mia amica Brie vive in zona (e come dice lei: it’s Brie time baby), il lago è letteralmente a due passi, la mia scuola di yoga pure (l’ho già detto?), è pieno di ristorantini interessanti (disse quella perennemente a dieta), in breve è il mio quartiere preferito di Ginevra.
E’ anche un quartiere molto caratteristico: ci sono le mignotte donnine in vetrina e spacciatori gentili agli angoli delle strade. Ha un’aria bohémienne che con me c’entra poco o un cazzo, è vero? Pero’ mi piace lo stesso, e poi, scusate se insisto, ma la mia scuola di yoga è a Paquis.
Quando ho iniziato la trafila per cercare casa a Ginevra (dio. che. incubo.) mi ero fissata con Paquis (e perchè? perchè la mia scuola di yoga è là...ora la pianto) e avevo visto diversi tuguri appartamenti. Avevo perso velocemente la speranza.
Poi ho conosciuto Manal, una cara ragazza, che ormai mi detesta. Saremmo dovute diventare coinquiline. Lei abita in uno splendido appartamento a Vernier. Senza entrare nei dettagli, diciamo che le cose non sono continuate nel verso giusto e io ho avuto una botta di culo. Ho trovato un appartamento per me sola (e Pucci) nel giro di 3 giorni. Per cui adieu Manal (la ragazza ha origine arabe...mi avrà lanciato una fatwa).
Non vedo l’ora che questo mese di aprile finisca, perchè il primo maggio la Vostra diventa ginevrina a tutti gli effetti. Ahhhh, c'est bien la vie (richiedetemelo quando comincero' a pagare l'assurance maladie svizzera, e quando sclerero' per trovare un fottuto parcheggio, e quando dovro' fare il patentino a Pucci -  secondo me non me lo danno).

martedì 19 febbraio 2013

Quelli che...non ce la fanno

Questo post è dedicato a quelli che...non ce la fanno.
Temo che sarà un post che verrà aggiornato sempre piu’ spesso.
Per adesso, il palmares dei vincitori è il seguente:
-          Al terzo posto troviamo il ballerino incontrato in una discoteca. Ballerino perchè fa questo di lavoro, danza. Mi approccia lui, mentre io sto per andarmene bella fiera a casa di uno (che si rivelerà essere bello e bravo. Complimenti vivissimi. Ci siamo già persi di vista), che da vero gentleman aspetta pazientemente fuori dal locale che io finisca di flirtare con il sopracitato ballerino. Mi chiede l’amicizia su Facebook, mi chiede se la sera dopo andro’ a questo evento, dove lui spera tanto di vedermi. Io faccio la vaga, anche perchè scusami ma devo andare che ho l’amico fuori che mi aspetta. Il giorno dopo mi scrive: allora ci sarai stasera? Vorrei tanto vederti...e io: guarda, stasera non riesco (non riesco proprio a uscire! Sono ancora ubriaca da ieri e piena di lividi e graffi dovuti al bello e bravo della notte prima), ma becchiamoci uno di questi giorni (leggi= si la do, che non sono solo tre simpatiche note). Il tipo sparisce. Per nove lunghi giorni. Ricompare improvvisamente e come se nulla fosse comincia a tempestarmi di messaggi: allora ci vediamo? Io oggi mi libero alle 15. Ci prendiamo un té? Ci sei? Sei sparita? Perchè non rispondi? Dai, non avere paura! Hello? Pronto?
Io lo ignoro bellamente.  Ora, davvero non sopporto di fare la maestrina dalla penna rossa, EPPERO’, come faccio a uscire con gente a cui devo insegnare anche come si sta al mondo?
1.       Non si aspettano 9 giorni prima di rispondere ad un invito di una ragazza; gli inviti sono come il latte fresco, scadono in fretta.
2.       Come si fa a chiedere di vedersi alle 3 del pomeriggio? Ma che c’avevo scritto chômeuse in fronte quando mi hai vista?
3.       Mi proponi un té??? No, dico, un té??? E’ stato questo ad avermi irrimediabilmente offesa, ecco.

-          Al secondo posto troviamo un vecchio amico del blogghe, il nostro francese. Per la cronaca, l’Antipatica si trasferisce a Ginevra a breve, perchè non tollera piu’ i francesi. Ecco, l’ho detto.
Come forse ricorderete, il franzuso era partito male, malissimo. Poi si era sorprendentemente ripreso: era stato galante, e persino piacevole, la serata era filata liscia liscia liscia. Ma anche a lui, mi pare ovvio, avrei dovuto spiegare come funzionano le cose. Intanto quella famosa sera avrebbe potuto avermi a casa sua, a casa mia, in macchina, nel parcheggio di Saint-Antoine, dovunque. E invece no, era molto piu’ interessato a sapere tutto della mia Smart: e quando l’hai presa? Ah, è cabrio? E consuma molto? Ma la targa è francese? Ah, l’hai comprata ad Annemasse...senti amico, ogni sabato su M6 trasmettono Turbo. Guardatelo e mollami. Sono ubriaca, sono mezza nuda nonostante fuori ci siano -5°, ti sto sorridendo da 2 ore: a casa mia due piu' due ha sempre fatto quattro, ma tu sei francese, e a casa tua due piu' due fa eh bon bah, evidentemente.  
Poi, la vita è complessa e l’Antipatica è piena di impegni, adesso non è che la mia vita ruota intorno a te, o francese di sti cazzi. Dovevamo vederci  a casa sua, ma finisce che lo pacco. Bè, non sapevo di aver compiuto un atto di lesa maestà. Mi arriva una mail tutta inkazzosa che termina con un: ma perchè devi sempre fare la difficile quando si tratta di farsi una scopata?

Ha. Ha. Ha.
No, seriamente: hahaha.
Caro il mio francese, quanto poco mi conosci.

Gli rispondo che è un cafone volgare e che non ho proprio tempo di vederlo (leggi= hai avuto la tua  possibilité, te la sei giocata trés trés mal, et c’est inutile d’espérer di vedermi di nuovo...PIRLA!)
Mi riscrive nuovamente una settimana dopo (e ancora: ma se non mi senti, secondo te cosa vuol dire?): il tono è completamente diverso. E la scopata è stata sostituita da un “mi farebbe piacere condividere una bottiglia di champagne con te”. Non gli ho risposto. Ma credo molto nel potere della mente. E infatti con la mente ti mando il seguente messaggio: sai dove te la puoi ficcare la tua bottiglia di champagne??

-          E al primo posto, il nostro prediletto, il magiaro. Il magiaro lo incontro una sera e passiamo l’intera serata a ignorare chiunque e a parlare fitto fitto tra di noi. Finiamo a casa sua.  E poi...e poi sparisce per venti giorni. Cioè proprio che non ho nessuna notizia, nessun cenno di vita, niente. Per venti lunghi giorni. Finchè allo scoccare del ventunesimo giorno, un sabato mattina mi arriva un messaggio: stai per andare a yoga? (no, per dire, a me hanno insegnato che magari prima si introduce il discorso con, ad esempio: ciao come stai? O: tutto bene? O anche: è tanto che non ci sentiamo, tutto ok? No, dico, sono esempi, io li butto là...)
Io telegrafica: si.
E lui: del sesso violento come riscaldamento preyoga?
Adesso, non è che perchè mi hai dato 4 sculacciate 4 sei diventato un mago del sesso sadomaso...ma va bè, sono dettagli.
Non gli rispondo.
Lui rilancia: ci stai ancora pensando?
Magiaro, grazie ma no grazie (e la domanda che sorge sempre spontanea: MA. SECONDO. TE.)
E lui risponde: fair well.
Non ho avuto il coraggio di dirgli che si scrive farewell.