Amici del blog,
dopo settimane di silenzio sono tornata per raccontarvi del mio weekend
berlinese.
Io il compleanno
lo festeggio a Berlino, volando in Business Class, ingozzandomi di arachidi che
nemmeno un elefante e bevendo champagne come se non ci fosse un domani.
Volevo arrivare a
Berlino ubriaca, e ho mantenuto la promessa.
In effetti con la mia compagna di
sbronze, nonchè di avventure, nonchè sorella, abbiamo tazzato per 2 giorni e
mezzo di fila.
Ciononostante, ho
ricordi vividi e chiari della città. Città che non mi è piaciuta.
Non essendoci mai
stata, me la immaginavo cosi come la descrivono: una città giovane, vivace,
piena di artisti, di fermenti, di vita. Bah, sarà. Io ho visto solo gente
brutta, sciatta, che non sorride mai.
La città è
obiettivamente una metropoli che funziona perfettamente. Poter viaggiare in
metropolitana alle 4 del mattino ha molta presa su di me. Sarà che sono
cresciuta a Milano (mezzi pubblici? Hahaha facciamoci una grassa risata) e vivo
a Ginevra (mezzi pubblici? Ma se te la giri a piedi in un’ora), ma sapere che
posso andare da A a B passando per C perchè
- Abbiamo sbagliato direzione
- Dobbiamo prelevare
- Non dico il terzo motivo perchè mi vergogno
e muoviamoci che si
sono fatte le 5, mi dimostra che la città è avanti ed è degna di considerarsi una
vera metropoli europea.
Anche il fatto
che puoi mangiare e bere e continuare a mangiare e a bere perchè non costa
un cazzo senza pensieri, è una di quelle cose che ti fanno apprezzare il
viaggio.
La mia infatti
non vuole essere una critica; semplicemente ho trovato la città un po’...lugubre?
Forse sto esagerando, ma sicuramente non è una città spensierata. E’ invece
angosciosa, angosciante e angosciata –secondo il mio antipatico parere. Sarà
anche che gli avranno sfrantecato i coglioni col nazismo (bè, ma potevano
comunque farci una pensata, prima di sterminare milionate di persone) – mia sorella
mi ha portato a vedere il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (in tedesco:
Denkmal für die ermordeten Juden Europas), progettato da Eisenman (mia sorella
è architetto; io mica lo sapevo): capisco la delicatezza dell’argomento
trattato, ma non è che piloni di calcestruzzo grigi che ricoprono una piazza trasmettano
gioia e vitalità. Immagino NON sia questo lo scopo, e pero’ cosa vogliamo
fare?? Metterci a sindacare sulla mia opinabilissima opinione?? Mollatemi.
Diciamo che non
credo mi trasferiro’ presto a Berlino, mettiamola cosi. Ora che lo sapete, potete
dormire sonni tranquilli.
La sera del mio
compleanno ho graziosamente accettato la proposta di mia sorella, ovvero di
andare a ballare.
“Siamo a Berlino,
non possiamo NON andare in un club”
“Ma cazzo, ma
vacci tu al club! Io voglio andare a dormire per bar”
“No!”
“Va bene, andiamo
a ballare”
E’ stata dura
convincermi.
Spulciando per
internet alla voce “club di Berlino” sono incappata nel Berghain,
che a quanto pare è un club superfighissimochenonèugualeanientaltroalmondoenonseinessunosenonseistatoalBerghain.
In rete si
trovano articoli su articoli su quanto sia complicato e difficile entrare al
Berghain. Tu ti spari code chilometriche e poi la security scuote il capo e tu
non entri. Siamo arrivate alle 5 (ma il locale resta aperto fino a mezzogiorno)
immaginando il vuoto intorno a noi: col cazzo! Ci siamo fatte un tre quarti d’ora
di fila, con un vento maligno, e con davanti un gruppetto di moldavi e dietro
una coppia di francesi lesbiche.
Ah già, il club è famoso per essere gay
friendly e per avere al suo interno le dark room, dove entri e non sai se esci.
Ad ogni modo, uno dei consigli che girano in rete è: prova a sembrare piu gay che
puoi. Mah.
Ovviamente io e
mia sorella siamo entrate, anche senza limonare davanti alla security. Abbiamo
notato che in linea di massima, le coppie di ragazze entravano senza problemi.
Le coppie uomo-donna venivano rimbalzate. I gruppi di tre (2 donne un uomo o 2
uomini e una donna) idem. I tre moldavi pero’ con nostro grande disappunto sono
entrati. In quel momento ho capito che il Berghain mi avrebbe deluso.
E
infatti...MA CHE SONO FINITA IN UN CENTRO SOCIALE? Si Antipatica, si.
Un enorme
capannone su due piani, cessi sporchissimi, fumo – nel senso di fumogeni (???)
e sigarette (a Berlino si fuma ovunque), musica OK – non è che mi aspettassi di
ballare sulle note di Lady Gaga, gente tranquilla (ma pur sempre brutta). Ho
resistito fino alle 7.
Poi siamo andate
a mangiare i felafel, che ballare quei 75 minuti mette un certo appetito.