mercoledì 4 settembre 2013

Ich bin (k)ein Berliner

Amici del blog, dopo settimane di silenzio sono tornata per raccontarvi del mio weekend berlinese.

Io il compleanno lo festeggio a Berlino, volando in Business Class, ingozzandomi di arachidi che nemmeno un elefante e bevendo champagne come se non ci fosse un domani.

Volevo arrivare a Berlino ubriaca, e ho mantenuto la promessa. 
In effetti con la mia compagna di sbronze, nonchè di avventure, nonchè sorella, abbiamo tazzato per 2 giorni e mezzo di fila.

Ciononostante, ho ricordi vividi e chiari della città. Città che non mi è piaciuta.

Non essendoci mai stata, me la immaginavo cosi come la descrivono: una città giovane, vivace, piena di artisti, di fermenti, di vita. Bah, sarà. Io ho visto solo gente brutta, sciatta, che non sorride mai.

La città è obiettivamente una metropoli che funziona perfettamente. Poter viaggiare in metropolitana alle 4 del mattino ha molta presa su di me. Sarà che sono cresciuta a Milano (mezzi pubblici? Hahaha facciamoci una grassa risata) e vivo a Ginevra (mezzi pubblici? Ma se te la giri a piedi in un’ora), ma sapere che posso andare da A a B passando per C perchè

  •     Abbiamo sbagliato direzione
  •     Dobbiamo prelevare 
  •     Non dico il terzo motivo perchè mi vergogno

e muoviamoci che si sono fatte le 5, mi dimostra che la città è avanti ed è degna di considerarsi una vera metropoli europea.

Anche il fatto che puoi mangiare e bere e continuare a mangiare e a bere perchè non costa un cazzo senza pensieri, è una di quelle cose che ti fanno apprezzare il viaggio.

La mia infatti non vuole essere una critica; semplicemente ho trovato la città un po’...lugubre? Forse sto esagerando, ma sicuramente non è una città spensierata. E’ invece angosciosa, angosciante e angosciata –secondo il mio antipatico parere. Sarà anche che gli avranno sfrantecato i coglioni col nazismo (bè, ma potevano comunque farci una pensata, prima di sterminare milionate di persone) – mia sorella mi ha portato a vedere il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (in tedesco: Denkmal für die ermordeten Juden Europas), progettato da Eisenman (mia sorella è architetto; io mica lo sapevo): capisco la delicatezza dell’argomento trattato, ma non è che piloni di calcestruzzo grigi che ricoprono una piazza trasmettano gioia e vitalità. Immagino NON sia questo lo scopo, e pero’ cosa vogliamo fare?? Metterci a sindacare sulla mia opinabilissima opinione?? Mollatemi.


Diciamo che non credo mi trasferiro’ presto a Berlino, mettiamola cosi. Ora che lo sapete, potete dormire sonni tranquilli.

La sera del mio compleanno ho graziosamente accettato la proposta di mia sorella, ovvero di andare a ballare.

“Siamo a Berlino, non possiamo NON andare in un club”
“Ma cazzo, ma vacci tu al club! Io voglio andare a dormire per bar”
“No!”
“Va bene, andiamo a ballare”

E’ stata dura convincermi.

Spulciando per internet alla voce “club di Berlino” sono incappata nel Berghain, che a quanto pare è un club superfighissimochenonèugualeanientaltroalmondoenonseinessunosenonseistatoalBerghain.

In rete si trovano articoli su articoli su quanto sia complicato e difficile entrare al Berghain. Tu ti spari code chilometriche e poi la security scuote il capo e tu non entri. Siamo arrivate alle 5 (ma il locale resta aperto fino a mezzogiorno) immaginando il vuoto intorno a noi: col cazzo! Ci siamo fatte un tre quarti d’ora di fila, con un vento maligno, e con davanti un gruppetto di moldavi e dietro una coppia di francesi lesbiche. 
Ah già, il club è famoso per essere gay friendly e per avere al suo interno le dark room, dove entri e non sai se esci. Ad ogni modo, uno dei consigli che girano in rete è: prova a sembrare piu gay che puoi. Mah.

Ovviamente io e mia sorella siamo entrate, anche senza limonare davanti alla security. Abbiamo notato che in linea di massima, le coppie di ragazze entravano senza problemi. Le coppie uomo-donna venivano rimbalzate. I gruppi di tre (2 donne un uomo o 2 uomini e una donna) idem. I tre moldavi pero’ con nostro grande disappunto sono entrati. In quel momento ho capito che il Berghain mi avrebbe deluso. 
E infatti...MA CHE SONO FINITA IN UN CENTRO SOCIALE? Si Antipatica, si.

Un enorme capannone su due piani, cessi sporchissimi, fumo – nel senso di fumogeni (???) e sigarette (a Berlino si fuma ovunque), musica OK – non è che mi aspettassi di ballare sulle note di Lady Gaga, gente tranquilla (ma pur sempre brutta). Ho resistito fino alle 7.


Poi siamo andate a mangiare i felafel, che ballare quei 75 minuti mette un certo appetito.