martedì 19 febbraio 2013

Quelli che...non ce la fanno

Questo post è dedicato a quelli che...non ce la fanno.
Temo che sarà un post che verrà aggiornato sempre piu’ spesso.
Per adesso, il palmares dei vincitori è il seguente:
-          Al terzo posto troviamo il ballerino incontrato in una discoteca. Ballerino perchè fa questo di lavoro, danza. Mi approccia lui, mentre io sto per andarmene bella fiera a casa di uno (che si rivelerà essere bello e bravo. Complimenti vivissimi. Ci siamo già persi di vista), che da vero gentleman aspetta pazientemente fuori dal locale che io finisca di flirtare con il sopracitato ballerino. Mi chiede l’amicizia su Facebook, mi chiede se la sera dopo andro’ a questo evento, dove lui spera tanto di vedermi. Io faccio la vaga, anche perchè scusami ma devo andare che ho l’amico fuori che mi aspetta. Il giorno dopo mi scrive: allora ci sarai stasera? Vorrei tanto vederti...e io: guarda, stasera non riesco (non riesco proprio a uscire! Sono ancora ubriaca da ieri e piena di lividi e graffi dovuti al bello e bravo della notte prima), ma becchiamoci uno di questi giorni (leggi= si la do, che non sono solo tre simpatiche note). Il tipo sparisce. Per nove lunghi giorni. Ricompare improvvisamente e come se nulla fosse comincia a tempestarmi di messaggi: allora ci vediamo? Io oggi mi libero alle 15. Ci prendiamo un té? Ci sei? Sei sparita? Perchè non rispondi? Dai, non avere paura! Hello? Pronto?
Io lo ignoro bellamente.  Ora, davvero non sopporto di fare la maestrina dalla penna rossa, EPPERO’, come faccio a uscire con gente a cui devo insegnare anche come si sta al mondo?
1.       Non si aspettano 9 giorni prima di rispondere ad un invito di una ragazza; gli inviti sono come il latte fresco, scadono in fretta.
2.       Come si fa a chiedere di vedersi alle 3 del pomeriggio? Ma che c’avevo scritto chômeuse in fronte quando mi hai vista?
3.       Mi proponi un té??? No, dico, un té??? E’ stato questo ad avermi irrimediabilmente offesa, ecco.

-          Al secondo posto troviamo un vecchio amico del blogghe, il nostro francese. Per la cronaca, l’Antipatica si trasferisce a Ginevra a breve, perchè non tollera piu’ i francesi. Ecco, l’ho detto.
Come forse ricorderete, il franzuso era partito male, malissimo. Poi si era sorprendentemente ripreso: era stato galante, e persino piacevole, la serata era filata liscia liscia liscia. Ma anche a lui, mi pare ovvio, avrei dovuto spiegare come funzionano le cose. Intanto quella famosa sera avrebbe potuto avermi a casa sua, a casa mia, in macchina, nel parcheggio di Saint-Antoine, dovunque. E invece no, era molto piu’ interessato a sapere tutto della mia Smart: e quando l’hai presa? Ah, è cabrio? E consuma molto? Ma la targa è francese? Ah, l’hai comprata ad Annemasse...senti amico, ogni sabato su M6 trasmettono Turbo. Guardatelo e mollami. Sono ubriaca, sono mezza nuda nonostante fuori ci siano -5°, ti sto sorridendo da 2 ore: a casa mia due piu' due ha sempre fatto quattro, ma tu sei francese, e a casa tua due piu' due fa eh bon bah, evidentemente.  
Poi, la vita è complessa e l’Antipatica è piena di impegni, adesso non è che la mia vita ruota intorno a te, o francese di sti cazzi. Dovevamo vederci  a casa sua, ma finisce che lo pacco. Bè, non sapevo di aver compiuto un atto di lesa maestà. Mi arriva una mail tutta inkazzosa che termina con un: ma perchè devi sempre fare la difficile quando si tratta di farsi una scopata?

Ha. Ha. Ha.
No, seriamente: hahaha.
Caro il mio francese, quanto poco mi conosci.

Gli rispondo che è un cafone volgare e che non ho proprio tempo di vederlo (leggi= hai avuto la tua  possibilité, te la sei giocata trés trés mal, et c’est inutile d’espérer di vedermi di nuovo...PIRLA!)
Mi riscrive nuovamente una settimana dopo (e ancora: ma se non mi senti, secondo te cosa vuol dire?): il tono è completamente diverso. E la scopata è stata sostituita da un “mi farebbe piacere condividere una bottiglia di champagne con te”. Non gli ho risposto. Ma credo molto nel potere della mente. E infatti con la mente ti mando il seguente messaggio: sai dove te la puoi ficcare la tua bottiglia di champagne??

-          E al primo posto, il nostro prediletto, il magiaro. Il magiaro lo incontro una sera e passiamo l’intera serata a ignorare chiunque e a parlare fitto fitto tra di noi. Finiamo a casa sua.  E poi...e poi sparisce per venti giorni. Cioè proprio che non ho nessuna notizia, nessun cenno di vita, niente. Per venti lunghi giorni. Finchè allo scoccare del ventunesimo giorno, un sabato mattina mi arriva un messaggio: stai per andare a yoga? (no, per dire, a me hanno insegnato che magari prima si introduce il discorso con, ad esempio: ciao come stai? O: tutto bene? O anche: è tanto che non ci sentiamo, tutto ok? No, dico, sono esempi, io li butto là...)
Io telegrafica: si.
E lui: del sesso violento come riscaldamento preyoga?
Adesso, non è che perchè mi hai dato 4 sculacciate 4 sei diventato un mago del sesso sadomaso...ma va bè, sono dettagli.
Non gli rispondo.
Lui rilancia: ci stai ancora pensando?
Magiaro, grazie ma no grazie (e la domanda che sorge sempre spontanea: MA. SECONDO. TE.)
E lui risponde: fair well.
Non ho avuto il coraggio di dirgli che si scrive farewell.